CHIESE LOCALI: PIÙ ATTENZIONE ALLE MIGRAZIONI

“E’ urgente che alla pastorale della mobilità umana venga assegnato anche visibilmente il posto che le spetta nella vita delle Chiese locali”. Lo ha detto mons. Luigi Petris, direttore generale della Fondazione Cei- Migrantes, intervenendo oggi al Convegno nazionale dei direttori diocesani della Migrantes, in svolgimento ad Assisi fino al 18 giugno. Secondo mons. Petris, attualmente la pastorale della mobilità umana “non è una pastorale stimata”: solo 56 diocesi su 224, ha fatto notare il relatore illustrando un’indagine conoscitiva sulla Migrantes in Italia, inseriscono questo settore nei piani pastorali diocesani; un dato, questo, peraltro in contrasto con il fatto che in 207 diocesi su 224 (pari al 92 per cento) è presente un responsabile diocesano della Migrantes. Di qui la necessità, ha detto Petris, di “rafforzare il carattere pastorale del nostro impegno”, tenendo conto che la “situazione di emarginazione in troppe diocesi non è casuale, ma è l’effetto di un modo di pensare”. Secondo il direttore generale della Migrantes, “la causa prima che frena o blocca un maggior impegno in questo settore è l’ignoranza e la conseguente scarsa sensibilità ai problemi delle migrazioni”. Per questo, ha concluso Petris, “l’impegno primario nel prossimo futuro” è quello di “informazione e sensibilizzazione non solo dell’opinione pubblica, ma dei sacerdoti, degli operatori pastorali, delle comunità”.

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