I TANTI “VOLTI” DELL’ISLAM

“Dell’Islam oggi si sa poco e male”: questa è la tesi da “confutare”, secondo Paolo Naso, direttore della rivista Confronti, intervenuto al convegno “Islam plurale”, apertosi ieri a Roma, presso l’aula magna della facoltà valdese di teologia. “Nell’incontro e nel dialogo con l’Islam pesano le ombre di vecchi pregiudizi”, ha detto Enzo Pace, sociololgo dell’università di Padova, “alimentati dai mass media che da venti anni in qua hanno contribuito a costruire l’idea che ci sia una frontiera nemica nella quale si trova l’Islam”. Seconda religione in Italia per numero di aderenti, “l’Islam – ha dichiarato Giulio H. Soravia, del dipartimento studi linguistici e orientali dell università di Bologna – vuole una visibilità sociale ed una intregrazione nel rispetto e nella consapevolezza che noi vogliamo contribuire, da italiani o da persone che vivono e lavorano in Italia, allo sviluppo di questa società senza sentirici estranei”. Un pluralismo culturale e sociale, questo, che passa in particolare per la scuola, in cui si gioca per Soravia “il futuro dei musulmani” e alla quale si chiede “rispetto non solo di valori generici, ma anche di una realtà storica non adeguatamente esposta nei libri di testo e di aspetti concreti quali le mense scolastiche e relativo cibo, gli orari per la preghiera”.

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