FINANZA E BANCA ETICA: UNA CULTURA CHE ANCORA STENTA A DIFFONDERSI

“In Italia sono circa una decina i conti correnti di ‘rispamio etico’ attivati da altrettante banche, con un giro di poche centinaia di milioni”.Nel fornire questo dato all’incontro promosso oggi a Rona dalla Caritas italiana, Giampaolo Barbetta dell’Università Cattolica di Milano ha affermato che “nonostante l’esiguità, sta crescendo il numero di risparmiatori che accanto ai tradizionali criteri di rendimento e sicurezza sono propensi a prenderne in considerazione altri che destinino risorse a scopi umanitari e/o a finanziamenti di iniziativa di economia sociale.per accrescere questa nuova cultura del risparmio occorre incontrare le disponibilità finanziarie di persone motivate con scelte imprenditoriali per lo sviluppo economico di aree povere interne ed internazionali”.Tra le cause che ancora rendono ancora difficili le scelte di risparmio etico. Barbetta elenca “la limitata scelta degli organismi benificiari, la destinazione etica solo di una parte degli interessi, la scorsa possibilità di controllo della destinazione, l’atteggiamento da marketing da parte delle banche…”.L’esperienza più promettente, ad avviso dell’economista ” resta la ‘banca etica’ cioè una cooperativa di organismi non profit, Caritas compresa, che con il proprio capitale mira a finanziare attività di cooperazione sociale”.

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