P. MIOLI (MIGRANTES): “SEMPRE PIÙ NUMEROSI GLI IMMIGRATI ADESCATI DALLE SETTE”

A denunciare il fenomeno del proselitismo delle sette tra gli immigrati cattolici in Italia è padre Bruno Mioli, direttore dell’Ufficio per la pastorale degli immigrati esteri in Italia della Fondazione Migrantes della Cei, intervenuto questa mattina ad un seminario di studio sull’argomento, organizzato dalla Fondazione Migrantes a Bassano del Grappa. “Sapevamo che il fenomeno esisteva – spiega padre Mioli – ma forse non ci siamo mai resi conto di quanto fosse generalizzato. Fa pena vedere come questa gente educata alla fede con sacrificio e dedizione dai nostri missionari, arrivi qui in Italia, che è il centro della cristianità, e perda la fede”. Secondo padre Mioli, “l’adescamento degli immigrati da parte delle sette ha cause molteplici: la carica aggressiva con cui i proseliti delle sette si avvicinano agli stranieri, la voglia di protagonismo che gli immigrati esprimono, la scarsa attenzione e lo scarso coinvolgimento degli immigrati nelle nostre Chiese”. E’ difficile fare un “identikit” delle sette più diffuse tra gli immigrati: sono per lo più dirette da “guru” provenienti anche da altri paesi del mondo e i luoghi di incontro sono spesso garage o abitazioni. Il fenomeno, secondo il direttore di Migrantes, deve “suscitare nelle nostre Chiese un maggiore senso di responsabilità nei confronti del fenomeno migratorio e una mobilitazione”, a partire da alcune proposte operative: “Dare spazi adeguati per incontri, favorire la mediazione attraverso l’aiuto di connazionali; proporre una catechesi basata sui testi dei loro paesi di origine e prevedere una pastorale attenta a queste situazioni”.

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