LA MISSIONE DEL LAICO: “PONTE TRA LA CHIESA ED IL MONDO”(2)

Al Solenne Atto Accedemico della Gregoriana ha preso la parola anche padre Gianfranco Ghirlanda, decano della facoltà di Diritto Canonico che si è soffermato a parlare dei Consigli evangelici nella vita laicale. “Per tutti i battezzati – ha detto il religioso – conformemente alle diverse condizioni di vita, c’è una grande esigenza di povertà, anche se non fino alla liberazione da ogni bene terreno, di castità anche se non fino alla rinuncia al matrimonio, di obbedienza ma non come totale spogliamento della propria volontà”. Ciò che fa che di tali precetti dei consigli evangelici è che “essi vengono vissuti riproducendo la vita di Gesù su questa terra che è stato vergine, povero e obbediente” ma “tutti i battezzati – ha detto padre Ghirlanda – sono tenuti a seguire Gesù”, sono chiamati a dare “una splendida testimonianza di santità nel mondo” e “il fedele laico che assume come regola della propria vita i consigli evangelici partecipa in modo proprio e speciale alla santificazione del mondo e quindi all’avvento del Regno in questo secolo”. Riferendosi alla cultura contemporanea, Padre Ghirlanda ha affermato che la pratica dei consigli evangelici “è una contestazione vivente dell’assolutizzazione della sessualità, della disposizione dei beni materiali e dell’autodeterminazione. Assolutizzazione che non può che portare a usare questi beni in modo disordinato e trasgressivo”. Nel ribadire così la differenza tra i fedeli laici e coloro che sono in stato di vita consacrata, il gesuita ha affermato che “sia nella vita laicale che nella vita consacrata la pratica dei consigli evangelici è una risposta ad una vocazione”.

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