MONS. BROMURI: NO AL “VELENO DEL SETTARISMO”

“La Chiesa non deve neppur lontanamente apparire come una grande setta che si scaglia contro le piccole sette”, poiché “il veleno del settarismo si può annidare ovunque”. Lo ha detto mons. Elio Bromuri, consulente della Cei per l’ecumenismo, intervenendo oggi all’incontro del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee, in corso in questi giorni a Vienna sul tema: “Sètte e gruppi religiosi particolari in Europa” (fino all’8 marzo). Di fronte al fenomeno delle nuove sètte e movimenti religiosi, secondo Bromuri, la Chiesa non deve “cedere alla polemica settaria e al conflitto religioso, supponendo sempre la buona fede e lasciandosi guidare dal rispetto per la libertà religiosa”, e agendo attraverso la correzione fraterna, la tutela dei propri fedeli e, prima di tutto, la conoscenza e il discernimento. Per la nuova evangelizzazione, ha continuato il relatore, “nulla e niente può considerarsi assolutamente come nemico ed ostacolo, né l’ateismo, né l’agnosticismo, e neppure il grande mercato indifferenziato e competitivo delle religioni ‘alla carta’”. Per la Chiesa, i nuovi movimenti religiosi si devono considerare come “una sfida e uno stimolo a rivedere e ripensare l’ azione pastorale”, tenendo conto che il ritorno del sacro è comunque “un segno dei tempi”, che “fa emergere la permanenza del sentimento religioso nella società degli uomini e delle donne di ogni tempo”.

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