CRESCE IL CONSUMO DELL’ECSTASY IN TUTTO IL MONDO,DIMINUISCE L’ETÀ DEI CONUMATORI

Negli Stati Uniti esistono già cliniche per disintossicare bambini di otto anni, consumatori di ecstasy e di altre droghe. Tale consumo è in aumento in tutti i Paesi del mondo, specialmente in Europa. Dilaga soprattutto nei Paesi dell’Est. Mentre si abbassa l’età dei consumatori, fino a dodici-tredici anni. E, se in molti Paesi il luogo ideale del consumo è la discoteca e il party, in Olanda il 38% di giovani da 18 a 24 anni fa uso di ecstasy anche in casa propria. Ma la moda più in voga nelle discoteche e nei party è il cocktail di droghe, cioè ecstasy mescolata ad altre sostanze tossiche e alcolici, addirittura il 50% dei casi in Olanda.Dati e tendenze sono emersi dal seminario in corso a San Marino, organizzato dal Gruppo Pompidou del Consiglio d’Europa sul tema “Ecstasy e altre droghe consumate in discoteca dai giovani”. Mentre gli esperti si preoccupano degli effetti dannosi e sanitari, educatori responsabili di comunità intervengono sul problema alla radice. Per Andrea Muccioli, responsabile di San Patrignano, occorre “intervenire sull’uomo più che sulla sostanza per sedare vuoti, paure e angosce che i giovani avvertono nell’affrontare la vita”. “Informazione e repressione – ha spiegato il card. Ersilio Tonini – sono necessarie ma non sufficienti, perché il vero problema è scientifico, ma soprattutto umano. Occorre cioè affrontare il problema dell’educazione e della formazione dei giovani da parte di famiglia, scuola, chiese e mass media per aiutarli a saper distinguere chi è veramente ‘liberal’: non quelli che dicono o sentono dire che tutte le tesi sono uguali, ma quelli che educano alla libertà, dignità e responsabilità dell’uomo, che sa ancora riconoscere il bene dal male”.

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