FAMIGLIE ADOTTIVE, NO AL “FAI-DA-TE” NELL’ADOZIONE INTERNAZIONALE

Dopo la sentenza di ieri della Corte di Cassazione che avalla il “fai-da-te” nell’adozione internazionale (la ricerca del bambino anche attraverso organismi non autorizzati), le famiglie adottive si mobilitano per chiedere al Parlamento italiano una rapida approvazione della ratifica della Convenzione dell’Aja (già passata al Senato), che rende obbligatorio ricorrere agli enti autorizzati per chi intende adottare bambini stranieri.Domani il coordinamento degli enti autorizzati all’adozione internazionale consegnerà al presidente della Camera dei Deputati, Luciano Violante, 43.000 firme raccolte in meno di 5 mesi a sostegno di questa richiesta. “Solo l’approvazione della Convenzione determinerà la fine del turpe mercato nero di bambini – affermano in un comunicato il coordinamento -, consentendo all’Italia di raggiungere standard accettabili anche per i paesi di origine dei bambini adottati”. Un ritardo nell’approvazione, avvertono, “oltre a provocare il blocco totale delle adozioni, come già avvenuto per alcuni paesi, consentirebbe una vertiginosa ripresa del mercato clandestino”. Oggi la maggior parte delle adozioni internazionali passa attraverso organismi non autorizzati, dopo l’idoneità rilasciata alle famiglie dal tribunale dei minorenni. Nel 1997, su 2095 adozioni di bambini stranieri solo il 28% è stato attuato tramite gli enti autorizzati. Particolarmente grave la situazione relativa all’Est europeo: dei 1026 bambini provenienti da quei paesi, solamente il 18% non è passato attraverso il mercato clandestino.

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