UNA GIORNATA PER RICORDARE MILLE MISSIONARI UCCISI

Sono oltre mille i missionari uccisi negli ultimi 60 anni. Solo nel 1997, sono stati assassinati 25 missionari, ai quali si sono aggiunti 40 seminaristi trucidati alla fine di aprile a Buta, nel Sud del Burundi. Per ricordare il sacrificio di questi santi dei nostri giorni, è stata istituita, quattro anni fa, la giornata di preghiera e digiuno per i missionari martiri, che si celebra il 24 marzo, giorno dell’uccisione del vescovo di San Salvador, Oscar Arnulfo Romero. Il Movimento giovanile missionario (Mgm), che si occupa dell’animazione della Giornata, propone alle comunità e ai singoli cristiani alcuni gesti significativi in preparazione. Il primo gesto è quello di piantare un albero perché i missionari martiri sono stati “seme della terra”. Ben 2334 alberi sono stati messi a dimora negli ultimi cinque anni per ricordarli. Un altro gesto proposto è quello di visitare chi è ammalato e fare posto a chi è solo; compiere “un gesto di riconciliazione” con chi ci ha offeso; esporre un drappo rosso in parrocchia per sensibilizzare la comunità all’avvenimento. Infine, il Movimento giovanile missionario ha voluto realizzare, in memoria dei missionari martiri, una croce alta due metri e mezzo. Dopo la Giornata del 24 marzo e per tutto l’anno, il Mgm compirà un “pellegrinaggio della fiducia e della memoria” in tutte le comunità parrocchiali e religiose che lo desiderano per un sabato e una domenica di incontri e momenti di riflessione dedicati al martirio in terra di missione.

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