SHOAH: T. ZEVI, “CORONA 50 ANNI DI DIALOGO”.

Così la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche, Tullia Zevi, ha commentato il documento sulla Shoah che è stato presentato oggi in Vaticano. “E’ certamente – ha detto la Zevi – un documento fondamentale che merita un’analisi approfondita in tutte le sue parti. Si può dire che corona 50 anni di cammino del dialogo tra la Chiesa cattolica e gli ebrei, dal primo segnale dopo la Shoah quando Giovanni XXIII ordinò che fosse cancellato dalla liturgia del Venerdì Santo l’invocazione offensiva contro gli ebrei, fino alla convocazione del Concilio, la pubblicazione di “Nostra Aetate” e dei documenti successivi e infine il simposio di novembre sulle radici dell’antigiudaismo in ambiente cristiano”. Il documento “lungamente atteso” dalla comunità ebraica “dimostra – ha aggiunto la Zevi – il coraggio di Giovanni Paolo II che più di qualsiasi Papa ha trovato parole di fuoco per condannare l’antisemitismo”. Secondo la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche, “ci sarà tempo per analizzare tutte le sfumature ma – ha aggiunto – bisogna valutare che cosa può significare oggi questo documento soprattutto in merito ai rapporti tra ebrei e cristiani”. Lo sguardo delle comunità ebraiche “è puntato all’Europa che sta vedendo una presenza crescente dei musulmani e che pertanto richiama l’impegno congiunto delle tre religioni abramitiche”. Zevi ha rinnovato il suo appello a “guardare insieme verso la storia, trarne conseguenze che siano creative e lavorare insieme, ciascuno con la propria specifica identità, per un futuro che speriamo sia migliore del nostro passato”.

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