SHOAH: RICCARDI, “UN ATTO DI LEALTA’ VERSO LA STORIA”

Così lo storico del cristianesimo, Andrea Riccardi, commenta il documento della Commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo, “Noi ricordiamo: una riflessione sulla Shoah”, presentato oggi a Roma. “Questo documento – spiega Riccardi – non è né un libro di storia né una sentenza sulla storia. Ma è una meditazione sulla storia che invita i cristiani del prossimo millennio a liberarsi dall’antigiudaismo e ad essere più vigilanti”. Infatti, prosegue lo storico, “una grande lezione che emerge da questo documento è l’indicazione che fu proprio l’indifferenza, la mediocrità e il grigiore di vita a rendere molti cristiani indifferenti e distratti di fronte al male, cioè la persecuzione degli ebrei. L’insegnamento del disprezzo per gli ebrei, che era una tradizione che veniva da lontano, ha attutito la capacità di resistenza della Chiesa alle persecuzioni. Ma non bisogna neanche dimenticare quanti cattolici e cristiani in tutta Europa hanno vissuto la Shoah come un dramma ed hanno aperto, a proprio rischio e pericolo, case e conventi per ospitare e proteggere gli ebrei”. Il documento vaticano, nota inoltre Riccardi, “ricongiunge un’esperienza storica ad una coscienza religiosa. Mai più cristiani ed ebrei devono essere separati perché vi è un intima parentela tra loro. Quella ‘parentela’ che il Papa espresse molto bene quando si recò in visita nella sinagoga a Roma: gli ebrei sono i ‘fratelli maggiori’ dei cristiani. Perciò, quando l’ebreo è colpito dalla persecuzione, anche il cristiano deve sentirsi colpito”.

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