VENETO: TRA OSSESSIONE DEL LAVORO E MENTALITÀ LEGHISTA

Come si vive in una regione dal benessere diffuso? Quali valori o non-valori si sono affermati? Come è cambiata la mentalità della popolazione? Sono alcune delle domande sulle quali ha riflettuto la pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Vittorio Veneto, producendo alla fine della propria inchiesta un documento. “La piccola impresa, motore dello sviluppo della regione – dice il testo – ha determinato una positiva ‘esplosione di vitalità’, ma ha provocato un cambiamento così veloce da non consentire ‘una evoluzione normale’. L’identità stessa della popolazione ne è stata sconvolta e si stanno smarrendo i valori. La laboriosità tende a diventare ossessione per il lavoro”. Tra i cambiamenti più rilevanti il documento segnala “la corsa al benessere che diventa competizione che elimina i vincoli della convivialità”, i figli “che possono apparire un intralcio sia dal punto di vista del raggiungimento del successo, che dal quello del godimento del benessere”, la richiesta di “giusta autonomia” che corre il pericolo di “diventare chiusura nel locale”. “In un certo senso – prosegue il documento – la Lega siamo noi, così come ci siamo cambiati in questi anni, anche se magari ci opponiamo ad essa sul piano politico”. L’ufficio diocesano pone quindi il problema della presenza di “un leghismo come mentalità che va molto al di là dei confini del partito”. Per questo, prosegue, “la Lega non deve essere considerata né un fenomeno estemporaneo destinato a scomparire velocemente, né un’escrescenza estranea al corpo della popolazione veneta”. Il fenomeno leghista nella regione non è perciò da sottovalutare – conclude la pastorale sociale di Vittorio Veneto – perché si presenta come “movimento totalizzante che offre identità e ideali” e che “pretende perfino di sostituire quella religiosità residuale che lo sviluppo non è riuscito ad eliminare”.

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