Immigrati: ex minorenni destinati all’illegalità o alla clandestinità

L’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, ha recentemente rivolto un appello alGoverno e al Parlamento perchè si risolva il problema dell’immigrato che, entrato minorenne inItalia, è costretto, al raggiungimento della maggiore età, a vivere nell’illegalità o a rientrareclandestinamente nel Paese di origine. L’associazione chiede di considerare questo problemain sede di esame della nuova legge sull’immigrazione e nel frattempo di adottare una ‘motoria’per i casi in scadenza.L’appello dell’associazione è sottoscritto anche dalla Fondazione Cei Migrantes che lo ha resonoto oggi attraverso la propria agenzia d’informazione. “Nel corso di questi anni di disordinataimmigrazione – afferma l’associazione – molti bambini e ragazzi sono giunti irregolarmente inItalia da diverse parti del mondo: talvolta soli, spesso al seguito dei genitori, altre volteaccompagnati da parenti o da zii. Alcuni di loro, abbandonati a se stessi o più spesso sfruttatida persone adulte, sono stati esposti ai rischi delle molte attività di strada (dall’accattonaggioalla vendita ambulante, fino allo spaccio di droga e ai piccoli furti).Un po’ alla volta si è fatta strada la ragionevole convinzione che nei confronti di questiminorenni non si dovesse intervenire col ritiro o il diniego del permesso di soggiorno, oaddirittura con l’intimidazione di lasciare l’Italia e conseguente decreto di espulsione. Nel casonon potessero o non volessero uscire dal nostro Paese, che ormai è diventato il loro, essi nonavrebbero altra alternativa che il rientro nella clandestinità: alternativa che non si puòaccettare”.

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