Crisi matrimoniali: meglio la “mediazione familiare” che il tribunale

La”mediazione familiare” è quell'”insieme di interventi di aiuto che una coppia in grave crisichiede, non in vista di ‘infantilizzarsi’, cioè di farsi trattare come bambini da educare orieducare, ma per stabilire accordi ragionevoli per l’avvenire della famiglia”: sono concetti diCostanza Marzotto, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nell’editoriale dell’ultimo numerodella rivista “Consultori Familiari Oggi”, da poco in distribuzione, tutta dedicata a questoargomento. La rivista fa capo alla Confederazione Italiana Consultori Familiari di IspirazioneCristiana (Cicofic), presieduta da p. Angelo Serra sj. Secondo il Cicofic, nel nostro paese nonsi è ancora diffusa a sufficienza questa metodica che, sperimentata già da decenni negli StatiUniti, è oggi molto utilizzata ad esempio in Inghilterra, Germania, Francia. “Non tutte le coppiein grave cristi familiare – dice Marzotto – sono decise a intraprendere un percorso dimediazione familiare”, tuttavia, “i suoi effetti terapeutici sono notevoli e questa scelta è moltopiù creativa dell’infilarsi immediatamente nei locali freddi e bui del tribunale”. La rivista proponesaggi di psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, giuristi, sulla “mediazione familiare”, sui suoimetodi e sui vantaggi che comporta, anche in ordine alla tutela dei diritti dei figli. “Si puòsmettere di essere marito e moglie – dice la rivista – ma non si può smettere di essere genitorie figli”.

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