Scientology non offre una soluzione, ma “salute mentale”

“Il campo delsupermercato delle religioni rischia di fare gravi danni all’autentica fede religiosa, che nonpotrà essere contenuta e difesa dall’esterno, ma solo dalla testimonianza coraggiosa deicredenti” avverte mons. Elio Bromuri, responsabile del Centro ecumenico di Perugia,commentando al Sir la notizia che in Francia la corte d’appello di Lione ha attenuato la penaad alcuni dirigenti della “Chiesa” di Scientology coinvolti nel suicidio di un loro adepto. Lasentenza ha riconosciuto a Scientology il diritto di definirsi una “religione”, di fare proselitismoe missione come qualsiasi altra fede religiosa. In Germania, al contrario, dove Scientologyconta circa 70 mila seguaci, viene considerata una sètta pericolosa per le istituzioni statali,nelle quali tende ad infiltrarsi per condizionarle. Bromuri, ribadisce che bisogna innanzitutto”distinguere i piani del discorso: un conto è l’ordine pubblico e l’interesse generale dellasocietà e un conto è il discorso religioso”. Se “gli Stati fanno bene a guardarsi intorno percontrollare i gruppi e le associazioni di ogni genere” ed evitare tragedie come quelle deisuicidi o delle stragi collettive, ad esso non spetta invece il giudizio da un punto di vista”teologico”. “Nel caso di Scientology – afferma Bromuri – mi sembra che vi siano i criteri perstabilire che non si tratti di una Chiesa e di una religione. Basta leggere la loro “bibbia” perconvincersi che si tratta di un sistema di tipo psicologico per “riuscire” nella vita, per”realizzare” se stessi, per essere “felici” e raggiungere la ‘salute mentale'”. Secondo Bromuriqueste sono “tutte cose buone e positive nelle intenzioni e nelle promesse” ma “non èreligione, perché non ha un riferimento alla trascendenza, e non è neppure Chiesa perché ilfine primario non è la via della salvezza, ma la via del successo”.

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