Mons. Superbo: “Le accuse di omertà suscitano vergogna”

Così mons.Agostino Superbo, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e assistente nazionaledell’Azione Cattolica Italiana, riprende il giudizio del sostituto procuratore della Repubblica diBari, Leonardo Rinella, apparso nei giorni scorsi sulla stampa regionale, dopo un’operazionedi polizia conclusasi con l’arresto di decine di malavitosi. “Abbiamo incontrato un’omertàspaventosa” aveva affermato il magistrato riferendosi al comportamento della popolazionelocale.In una lettera inviata il 26 luglio a sacerdoti, religiosi e laici della diocesi, il vescovo, rompe “ilsilenzio” perché “sarebbe un’arma nelle mani dei potenti” e scrive che “i fatti criminosi sonosempre causa di smarrimento, le accuse di mancata collaborazione con le forze della giustizia,invece, suscitano vergogna e pongono seri interrogativi in chiunque abbia a cuore le sorti dellenostre città e, soprattutto, il futuro dei giovani”.Il vescovo, riservandosi un’analisi più approfondita sulle cause dell’omertà, aggiunge che “duesembrano i motivi che suggeriscono tale comportamento: innanzitutto la paura del cittadinoche vede le forze dell’ordine non sempre pienamente efficaci e tempestive nel combattere ilcrimine; in secondo luogo un atteggiamento di falsa tranquillità che ci porta a considerare icriminali lontani dalle nostre comunità, quasi costituissero, nelle nostre città, una cittadellaisolata da cui difendersi ignorandone l’esistenza”. Dopo avere dichiarato di non essere “ingrado oggi di dire se la paura dei cittadini sia giustificata”, mons. Superbo aggiunge: “Noicondanniamo ogni attività criminosa, senza esitazioni e con chiarezza, e diciamo che essa èincompatibile con la fede cristiana e con la richiesta di ricevere i Sacramenti”. (segue)

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