Parità scolastica questione non solo italiana ma mondiale

Lo dicono iPadri Scolopi, che oggi pomeriggio chiuderanno a Roma con una messa solenne in SanPantaleo (nei pressi di piazza Navona) il loro 44° Capitolo generale. Nella relazione finale silegge infatti che non solo gli Scolopi intendono scommettere nuovamente sulla intuizioneoriginale del fondatore, S. Giuseppe Calasanzio, che 400 anni fa dette origine in Trasteverealla prima scuola popolare gratuita aperta a tutti, ma che proprio il valore dell’educazione”libera” deve potersi affermare in ogni parte del mondo. Gli Scolopi sono presenti oggi in 32nazioni dei 4 continenti con centinaia di istituti di ogni ordine e grado. “Mentre i nostri alunniafricani e asiatici – si legge nel documento finale – devono affrontare il molto camminare, lapioggia, la fame, le superstizioni per capovolgere il degrado delle loro società, i nostri alunnieuropei devono affrontare la crisi della famiglia e della società, la mancanza di valori el’abbondanza indiscriminata di informazioni che confondono la mente. Quelli americani invecedevono affrontare i confronti sociali, nuove diffuse povertà fisiche e morali, la scomparsa diantichi modelli di vita non sostituiti. Per tutti occorre aprire nuove sorgenti di speranza per ildomani”. Il documento invoca che per la scuola si agisca “con audacia” per costruire comunitàeducative consapevoli della preziosità dell’opera formativa dei giovani. Si invoca anche che isingoli Paesi si dotino di legislazini rispettose dei “diritti educativi delle famiglie”, favorendo illibero accesso alle scuole ritenute più idonee per la formazione dei propri figli senzadiscriminazioni economiche.

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