Anffa: “Il bambino, protagonista ma non arbitro dell’adozione”

Lo ha dettooggi al Sir Frida Tonizzo, presidente dell’Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie(Anffa), commentando la sentenza 6899/97 della Corte di Cassazione che, come riferisconoalcuni organi di informazione, stabilirebbe il principio per cui il bambino potrebbe decidere serestare in famiglia o essere adottato. Secondo Tonizzo, “la sentenza, che è stata in partestravolta dal sensazionalismo dei media, non dice nulla di particolarmente nuovo in quanto giàla legge sull’adozione 184/83 stabilisce che si debba sentire il parere del minore che èobbligatorio dopo i 12 anni e facoltativo prima di questa età”.”La sentenza – secondo Tonizzo – ribadisce questa impostazione, anche perchè non èpossibile che il bambino sia arbitro, che venga scaricata su di lui una decisione cosìimportante per il suo futuro. E’ invece positivo pensare di rendere il bambino sempre piùpartecipe dei provvedimenti che lo riguardano, tanto più in caso di adozione: non si può infattiimporre al bambino un provvedimento che lo riguarda”.”La decisione finale sulla possibile adozione – aggiunge Tonizzo – resta comunque, egiustamente, di competenza della magistratura che decide sulla base delle relazioni degliassistenti sociali e delle perizie d’ufficio, sempre nell’ottica del preminente interesse delminore”. In Italia oggi anno sono dichiarati adottabili circa 1.300 bambini ma le domande diadozione sono 20 volte superiori. L’Anffa è nata nel 1962 e conta circa 800 aderenti in tuttaItalia.

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