Pena di morte: Dalla Torre,: “Gli appelli al governo Usa non è ingerenza”

Lo ha detto al Sir il prof. Giuseppe Dalla Torre, presidente dell’Unione giuristicattolici italiani (Ugci) rispondendo alle critiche rivolte agli appelli che, tra gli altri, il SantoPadre e da Madre Teresa di Calcutta hanno indirizzato nei giorni scorsi al governostatunitense per la sospensione dell’esecuzione di Joseph O’Dell. Secondo Dalla Torre, inparticolare, “con il suo appello il Santo Padre ha fatto ciò che è proprio della sua missione. E,dal punto di vista giuridico, non c’è proprio nulla da dire: un appello di questo tipogiuridicamente non condiziona l’ordinamento di un altro Stato né rappresenta un’ingerenzanelle sue scelte politiche. La ‘Gaudium et Spes’ – precisa Dalla Torre – stabilisce che la Chiesaha il diritto di esprimere giudizi morali anche su questioni che riguardano l’ordinamentogiuridico, se ciò è richiesto dalla salvaguardia dei diritti dell’uomo. Si tratta però di una meravalutazione etica”.Più in generale, secondo Dalla Torre, “tutta la riflessione sui diritti umani come indisponibili daparte dello Stato comporta la necessità di ripensare la questione della pena di morte. Essa èormai una eredità del passato, in controtendenza con lo sviluppo della dottrina attuale. Al di làdei possibili errori giudiziari, l’esperienza degli Stati che mantengono la pena di morte dimostrache essa non è un deterrente efficace di fronte alla criminalità. Inoltre, in molti casi, anche lepene tradizionali – detentive o pecuniarie – non servono né alla redenzione del soggetto nè alristoro della società. Meglio invece forme di pena alternative, come l’impiego in servizi di utilitàsociale”.

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