Parità scolastica: per la formazione professionale già funziona bene

“Noi difatto la parità ce l’abbiamo già, perchè i centri di formazione professionali gestiti dalle Regionie quelli invece ‘convenzionati’ sono trattati allo stesso modo”: è quanto dichiara al Sir BrunoEmilio Gandini, presidente nazionale della Confap (Confederazione nazionale formazioneaggiornamento professionale) che raggruppa oltre 300 tra enti e centri cattolici. Il settore dellaformazione, secondo Gandini, nel disegno di legge governativo viene ricompreso nelcosiddetto “sistema integrato della scuola e della formazione” e ciò è positivo in quanto lascuola, in prospettiva, dovrebbe potersi avvalere anche del canale della formazione, per offriremaggiori possibilità di scelta agli studenti. “Credo – prosegue – che il futuro consista proprio inun simile tipo di sistema integrato. Da parte nostra continuiamo a dire che laddove le Regionici credono, il sistema della formazione è già paritario e funziona in genere bene. Bastaguardare ad esempio a Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia, Lazio e anche ad altre regionitra cui qualcuna anche del sud. Si tratta di vera parità – aggiunge – perchè la famiglia chesceglie per il proprio figlio la formazione non deve pagare nessuna retta, sia nei centriregionali, sia in quelli convenzionati”. Sul tema della “parità” è intervenuto anche l’arcivescovodi Lecce, mons. Cosmo Francesco Ruppi,che, in una nota, afferma tra l’altro che la frase”senza oneri per lo Stato” dell’art. 33 della Costituzione “si riferisce alla scuola e non certo aglistudenti, che proprio in forza del successivo art. 34 non devono essere discriminati in alcunmodo, sia che frequentino scuole statali, sia quelle non statali”. “Speriamo – aggiunge mons.Ruppi – che il ddl Berlinguer vada sollecitamente avanti per cancellare una gravediscriminazione esistente tra l’Italia e quasi tutte le nazioni d’Europa”.

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