Positivo il bilancio dell’attività dei Centri di aiuto alla Vita

SIR – 02/07/1997 – – Il primo “Centro diaiuto alla Vita” (Cav) fu fondato a Firenze nel 1975. Da allora ne sono sorti altri 240 in giro perl’Italia, che hanno accolto circa 30 mila madri in difficoltà, aiutando a nascere quasi altrettantibambini. E’ questo il bilancio tracciato dal Movimento per la vita italiano (Mpv) sulla presenzadi queste strutture che sono così distribuite a livello geografico: 163 nelle regioni del nord, 34al centro, 28 al sud e 16 nelle isole. In questi ultimi anni le donne che si rivolgono ai Cav sonoper metà italiane e per metà straniere, per lo più coniugate (55%). I rispettivi partner sono”istiganti” all’aborto, consenzienti o indifferenti per un totale del 36%, mentre i contrari sonoappena il 23%. Eppure, dicono al Movimento per la vita, nonostante questi dati di partenza, ledonne che dopo gli incontri con il Cav hanno proseguito la gravidanza sono state l’82%. Tra legestanti assistite, quasi il 10% ha potuto usufruire di ospitalità o in case di accoglienza opresso famiglie, o in case in affitto gestive dai Cav stessi. Gli aiuti sono anche di altra natura:denaro, assistenza psicologica e morale, assistenza sociale, medica, baby-sitting. Secondo ilMpv ciò è particolarmente gradito dalle madri in difficoltà che constatano che l’aiuto fornito nonè interessato ma basato sull’amicizia e sulla solidarietà. Va nella stessa direzione il “ProgettoGemma” (adozione di una gestante fino al compimento del primo anno di vita del bambino conun aiuto economico mensile fisso) che ha visto gemellate oltre 1000 madri.

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