Drammi del lavoro in Sicilia e responsabilità della burocrazia “inefficiente” –

“L’ennesimo drammatico caso di lavoratori che questa mattina a Catania hanno minacciato disuicidarsi gettandosi dal palazzo dell’Inps, perchè da mesi non ricevono più la cassaintegrazione, riporta l’attenzione dell’opinione pubblica non solo sulla mancaza di lavoro, maanche sulle inefficienze della burocrazia locale”: lo ha detto al Sir don Piero Sapienza,responsabile regionale della pastorale sociale e del lavoro. Secondo il sacerdote, infatti,nell’isola si sommano vari fattori ad aggravare il quadro: il lavoro manca, le fabbriche chiudonoo falliscono, i politici ed i burocrati non si impegnano come dovrebbero per dare rapido corsoalle pratiche degli appalti pubblici. “Il mese scorso a Catania – dice – si sono persi 100 miliardiperchè i politici in consiglio provinciale non hanno raggiunto l’accordo. I soldi sono così tornatialla regione”. Secondo don Sapienza, fatti come quello odierno di Catania e, sempre questamattina, dei 30 occupanti di una galleria a Tindari (Messina) che reclamano lo stipendioconfermano le recenti denunce dei Vescovi siciliani: “Occorre maggiore progettualità, i miliardirimangono inutilizzati nelle casse regionali – dice – e intanto i disoccupati si danno fuoco ominacciano di sfracellarsi al suolo. Quando un’azienda è indiziata di collusione mafiosa, tutto siferma, compresi i lavoratori. Occorrerebbe invece nominare immediatamnte dei commissari efar continuare le opere pubbliche avviate, che altrimenti deperiscono”. La Chiesa sicilianacerca di rispondere alla crisi con piccole iniziative. “Una è la proposta di un corso per auto-imprenditorialità rivolto ai giovani – spiega don Sapienza – che si concluderà in settembre. Ipartecipanti nei mesi scorsi hanno subito mostrato di essere ben motivati. Le persone vannosostenute. Occorre fare di più in tutte le direzioni per ridare slancio alle forze sane dell’isola”.

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