Pensioni: quando continuare a lavorare conviene

“Nel settore delle pensioni,l’effetto di qualsiasi provvedimento è valutabile solo nel lungo periodo. Occorre dunquepreoccuparsi non per l’immediato, ma dell’effetto che le decisioni attuali avranno tra 10-15anni”. Lo ha detto al Sir Alberto Niccoli, dell’Università di Ancora, intervenendo nel dibattitosulla riforma delle pensioni. Secondo Niccoli, “occorre realizzare un sistema pensionistico chesia davvero funzionale e che sopravviva per le prossime generazioni”. Per ottenere questorisultato, è necessario “omogeneizzare i trattamenti pensionistici: è noto infatti che nel settorepubblico sussistono ancora una serie di privilegi del tutto ingiustificati. Così per quelle gestioniche sono autonome rispetto al fondo dei lavoratori dipendenti. Per non parlare delle cosiddette’baby-pensioni’, che sono una vera propria vergogna. Il punto è che spesso sono state fattepromesse eccessive, che ora non si è più in grado di mantenere”. Secondo Niccoli “occorreagire sul piano dell’educazione, facendo capire ai lavoratori che se continueranno a lavorarene ricaveranno dei vantaggi. La recente sentenza secondo cui lo Stato non può modificare idiritti di chi è già pensione, i cosiddetti ‘diritti acquisiti’, ma può intervenire su quelli di chicontinua a lavorare, spinge enormi masse di lavoratori ad andare in pensione su due piedi.Occorre invece arrivare ad un sistema che sia sostenibile dal punto di vista finanziario a lungotermine. E’ questo il più grosso ‘regalo’ che la generazione di chi ha circa 50 anni può fare aipropri figli o nipoti: rendere possibile la continuazione del sistema pensionistico” .

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Informativa sulla Privacy