Droga: don Albanesi e don Picchi scettici sulla “soluzione svizzera”

“L’eroinadi stato non libera dalla dipendenza”. Lo ha detto al Sir don Vinicio Albanesi, presidente delCoordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca), commentando i risultati delrapporto sulla distribuzione dell’eroina da parte dello Stato svizzero. Secondo don Albanesi,”questa strada è percorribile solo se ci si trova di fronte a quei casi che, purtroppo, si devonodefinire irrecuperabili. La somministrazione dell’eroina, in questi casi, serve a far sì che lecondizioni di vita di queste persone non si facciano ancora più degradate. Tuttavia, occorrechiarire che, in questo modo, i tossicodipendenti non vengono recuperati; si resta eroinomani”.Quanto alla situazione italiana, don Albanesi sottolinea che, “se per i più giovani si può e sideve continuare ad agire sul piano del recupero e della prevenzione, anche nel nostro Paeseesistono molti casi irrecuperabili per i quali, sinora, non si è avuto il coraggio, a livello politico,di trovare una soluzione”.Anche secondo don Mario Picchi, che riceverà oggi il premio ‘Per un’ecologia della mente’,assegnato dall’Onu, “puntare a ridurre la domanda di droga, vuol dire cominciare a fare unapolitica ‘dei giovani’, fatta per e con i giovani. Eppure, la nostra società continua ad esserepiuttosto sorda di fronte alle richieste di aiuto che vengono dalle nuove generazioni”.

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