Un attore insegna ai preti di Pistoia come pronunciare meglio le omelie

Vita difficile per i preti, oggi. Il secolarismo e il relativismo dilaganti rendono menosignificativi momenti un tempo importanti, quale ad esempio la messa domenicale. In diocesidi Pistoia si è pensato perciò di organizzare un corso annuale di aggiornamento per il cleroper re-imparare la predicazione. Nella tre-giorni del corso, che si concluderà domani,mercoledì 7 febbraio, insieme a esperti di teologia (mons. Frosini) e pastorale liturgica (donDe Zan), è intervenuto anche l’attore Paolo Coccheri. Noto per aver fondato nel 1993 aFirenze la “Ronda della carità e della solidarietà”, associazione di volontariato per l’aiuto aisenza tetto, e anche per aver aperto, nel 1988, una scuola di teatro per ragazzi a rischio dimafia, il “professor Coccheri” ha fornito ai preti diocesani suggerimenti tecnici sul come”dire” le omelie: importante infatti non è solo il contenuto, ma anche il ritmo dell’esposizione,l’uso adeguato delle pause, il timbro della voce, l’unione del gesto e della parola. PerCoccheri il problema non è tanto di fare dei preti una sorta di “attori della Parola di Dio”,quanto di permettere loro di “arrivare al cuore e alla mente dei fedeli” che oggi sonoparticolarmente bombardati di messaggi di ogni genere. Come in ogni corso di formazioneche si rispetti, sono previste prove finali per verificare quanto i preti abbiano appreso diqueste tecniche che nulla aggiungono alla Parola di Dio, ma forse possono contribuire arenderla più avvincente.

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