Spagnolo (Ist. Bioetica): quello che le campagne sul “sesso sicuro” non dicono

Antonio Spagnolo, dell’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica, interviene nel dibattitosuscitato dal recente documento del Pontificio Consiglio della Famiglia sulla “sessualitàumana”. In particolare, Spagnolo spiega per quale ragione, dal punto di vista scientificoprima che morale, l’uso del preservativo rappresenti una misura di prevenzione dell’Aidsinaffidabile e assolutamente sconsigliata dal documento vaticano.”Studi epidemiologici seri – spiega Spagnolo – hanno messo in evidenza quello che d’altraparte già si sapeva sull’efficacia del preservativo ai fini della ‘prevenzione’ delle gravidanze:nel 7-15% dei casi – fino al 30% in alcuni studi – è stato dimostrato il suo fallimento, cioèl’infezione si è verificata nonostante l’uso del preservativo. Come dire che 4-6 dei nostriragazzi di ogni classe dovrebbero essere sacrificati alle campagne scolastiche del ‘sessosicuro’. Quanti genitori saranno disposti a sottoscrivere tali campagne?”.Inoltre, rileva Spagnolo, “diffondendo l’illusoria convinzione che il preservativo possa dareuna protezione adeguata contro l’Aids, si infonde un falso senso di sicurezza che porta lepersone a moltiplicare con leggerezza i rapporti sessuali a rischio, annullando così quellacerta percentuale di protezione cui statisticamente si fa riferimento”.

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