Zanacchi:”Le dichiarazioni di principio non servono se non cambia il sistema tv”

Adriano Zanacchi interviene in merito alla “Carta dell’informazione e della programmazione agaranzia degli utenti e degli operatori del servizio pubblico”, presentata ieri dal Presidentedella Rai, Letizia Moratti. Zanacchi, che è docente all’Iscos, l’Istituto di studi sullacomunicazione sociale dell’Università Pontificia Salesiana, premette di non aver potutoancora studiare tale documento, tuttavia rileva che “qualsiasi ‘carta’ o dichiarazione diprincipi nell’attuale sistema radiotelevisivo italiano rischia di avere scarsa incidenza se noncambiano i criteri di gestione della televisione”.”Attualmente, l’unico criterio che guida la produzione e la scelta dei programmi televisivi -spiega Zanacchi – è quello commerciale: fare più audience per ottenere più pubblicità. Nellatelevisione italiana, perciò, non c’è più moralità, perché l’unico valore di riferimento è quellodi sottrarre spettatori alla concorrenza”. Pertanto, prosegue il docente, “bisogna essererealistici: difficilmente potranno cambiare i programmi se non si cura la ‘febbre competitiva’del sistema televisivo”. La migliore terapia, secondo Zanacchi, è quella di ridurre il numerodelle reti in capo a ciascun privato ed educare sempre più e sempre meglio il senso criticodegli spettatori.

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