I giovani romani incontrano Edith Stein nel film “La settima stanza”

“Una donna consapevole della sua dignità umana, che aiuta con le parole e con l’esempio lealtre donne ad acquistare coscienza della loro dignità e a farla valere nelle loro scelteumane”: così Angela Ales Bello, docente di storia della filosofia contemporanea allaPontificia Università Lateranense, definisce Edith Stein, ebrea convertitasi al cattolicesimo,filosofa, conferenziera e infine suora carmelitana, uccisa ad Auschwitz nel 1942. A lei(beatificata nel 1987 da Papa Giovanni Paolo II) è dedicato il film La settima stanza, dellaregista ungherese Marta Meszaros – premiato al recente festival di Venezia dall’Ocic(organizzazione cattolica internazionale del cinema e dell’audiovisivo) e dall’Ente delloSpettacolo – che sarà proiettato in anteprima oggi alle 19.30 a Roma, presso la SalaUmberto (via della Mercede). Alla serata, promossa dal Servizio diocesano di pastoralegiovanile e organizzata dall’Ente dello Spettacolo in collaborazione con la Morgan Film(produttrice del film), sono stati invitati tutti i giovani romani, per riflettere sul tema della”ricerca di Dio”, scelto quest’anno come filo conduttore della riflessione dei gruppi giovaniliparrocchiali. A questo fine, la proiezione del film sarà preceduta da un dibattito a più voci acui parteciperanno il cardinale vicario Camillo Ruini, la regista del film Marta Meszaros, ilvescovo ausiliare Clemente Riva, il giornalista Sergio Zavoli ed il critico cinematograficoFrancesco Bolzoni.

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