Allarme per i giocattoli di natale “Made in China”

A lanciare l’allarme è la rivista “Mondo e Missione”, nel suo numero di dicembre dandonotizia di una “campagna internazionale per chiedere il rispetto di condizioni minime disicurezza nelle fabbriche di giocattoli della zona del Guangdong, nella Repubblica PopolareCinese”. La campagna è stata stata lanciata dall’associazione sindacale ‘Christian IndustrialCommittee’. In questa zona, ricorda “Mondo e Missione”, “da tempo molte industrie straniere,attirate dal basso costo della manodopera – che riceve circa 60-100 mila lire italiane al mese- hanno trasferito la loro produzione; il commercio è così fiorente che si tengono tre Fiereannuali dei giocattoli. Fra le ditte interessate vi sono la Mattel, statunitense, e le italianeFerrero e Chicco”.”Al basso costo della manodopera – denuncia ancora il mensile del Pime – si aggiunge unpesante carico di lavoro. Secondo la legge cinese, il lavoro straordinario non può superare le44 ore mensili, mentre sei delle ditte visitate” nel corso di un’inchiesta “ne richiedono oltre100 ed una addirittura 168.” Risulta poi che “alcuni operai di una fabbrica sono morti a causadi questi ritmi stressanti”.”La situazione delle ditte di giocattoli – si legge ancora nella rivista – è simile a quella dellealtre” della zona: tutti i lavoratori sono pagati al di sotto dei minimi salariali, lavorano più di11 ore al giorno, i giorni di vacanza sono pagati solo al 37%, soltanto il 14% dei lavoratoriafferma che in fabbrica è presente un sindacato”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Informativa sulla Privacy