“l’enciclica più coraggiosa di questo secolo

in difesa dei più deboli e di chi non ha voce”: così il card. Alfonso Lopez Trujillo, presidentedel Pontificio Consiglio per la Famiglia, ha definito l”Evangelium Vitae”, l’enciclica diGiovanni Paolo II che è il tema del III Congresso Mondiale dei Movimenti per la Vita, insvolgimento in questi giorni a Roma, presso la Pontificia Università ‘S. Tommaso D’Aquino’.”Il mondo di oggi è svuotato di una vera e propria antropologia, anche perché si trova in unagrande crisi di valori. Una democrazia che non lascia vivere, priva di una veritàantropologica, è estremamente pericolosa” ha detto il porporato sottolineando che “al centrodell”Evangelium Vitae’ c’è l’antropologia cristiana, che riconosce la grandezza e nobiltàdell’uomo immagine di Dio, il quale non può essere trattato come un oggetto”. La difesadell’inviolabilità della vita umana, dal concepimento sino al sue termine naturale, masoprattutto “l’inserimento, per la prima volta in un documento pontificio, della contraccezioneabortiva e dei problemi bioetici connessi alla demografia”: sono queste, secondo quanto hamesso in evidenza mons. Pietro Sgreccia, segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia,le tematiche più rilevanti dell’enciclica esaminata dal punto di vista bioetico. A quelle che ilPapa definisce “minacce programmate, in maniera scientifica e sistematica” contro la vita,bisogna rispondere, secondo Sgreccia, con “un impegno rivolto a costruire una nuova civiltà,coniugando ragione e fede, persona e natura, legge civile e legge morale, scienza etecnologia da una parte e valori

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