sì alle rsa, purché non diventino un ghetto.

Sul problema delle Residenze Sanitarie Assistenziali, emerso nel convegno di studio su”Handicap e nuove forme di residenzialità assistita” indetto nell’ambito della 31° settimanadella vita collettiva, i rappresentanti di alcune associazioni di volontariato per disabili – tra cuil’Associazione Bambini Down, Movi, Fondazione E.Zancan – hanno distribuito ai convegnistiuna lettera aperta che esprime una serie di riserve: “Non si può pensare di ricoverare nellestesse strutture anziani cronici non autosufficienti e soggetti con handicap di diverso tipo,così come hanno previsto Lazio, Veneto ed Emilia Romagna. – è scritto nel documento – LeRsa non devono essere l’ennesima risposta emarginante che l’istituzione prepara per glihandicappati”.Famiglie ed associazioni chiedono quindi strutture a capienza contenuta – 8/10 posti almassimo, mentre la legge ne prevede 15 – e soluzioni differenziate in base ai diversi bisognidelle persone. Per questo è di primaria importanza la pianificazione delle risorse, come haricordato Anna Bachero, dirigente dell’Ufficio anziani e handicappati della regione Liguria,secondo la quale “è necessario richiedere con forza al governo una legge quadrosull’assistenza ed è fondamentale costruire progetti mirati rispettosi della persona”.

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