pensare la chiesa non solo come luogo di culto

L’invito é di don Severino Dianich, docente di ecclesiologia presso lo Studio TeologicoFiorentino, che è intervenuto oggi al III Convegno di studio sul progetto “50 chiese per Roma2000”, in svolgimento presso la Pontificia Università Lateranense. “Edificare una chiesa e poifruire dell’edificio – ha continuato il teologo – è uno di quegli eventi di comunicazione con iquali l’esperienza della fede passa dall’uno all’altro e costruisce la comunità cristiana.Edificare una chiesa costruisce il rapporto fra i membri della comunità, contribuisce alla suaidentificazione e configura alcune relazioni con il mondo circostante: è tutta una retecomunicativa che si crea entrando nel luogo che la comunità si è costruito”. In questaprospettiva, ha precisato Dianich, “non si tratta per la Chiesa di crearsi esclusivamenteun’isola per il trascendente, ma di costruirsi il proprio luogo intorno all’evento dal quale sideriva la propria identità”. Costruire una chiesa, insomma, significa rivolgersi non solo aicredenti, ma anche ai cosiddetti “lontani”: “La Chiesa non è una setta né una societàiniziatica. Anche se minoritaria essa è sempre un’aggregazione di popolo, aperta all’interapopolazione in cui vive. La casa della Chiesa, quindi, ha bisogno di spazi che siano propri eallo stesso tempo aperti a tutti: sono i luoghi dell’accoglienza, delle opere sociali e dellacarità e dell’evangelizzazione. Per entrarvi non sarà necessario varcare la soglia del sacro:per il cristiano è sacra la persona umana”.

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