Siediti e ascolta

Viviamo tempi drammatici, sotto tanti punti di vista: sociale, economico, politico ed ecclesiale; tanti problemi preoccupanti, tutti insieme e uno più grave dell’altro. L’economia appare sempre più fuori controllo, aumentano a dismisura i costi dell’energia elettrica e del gas. I lampi di guerra, invece di allontanarsi, minacciano scenari sempre più angoscianti. La natura presenta il conto di scelte dissennate compiute nel passato e nel presente ed esige cambiamenti urgenti, gravosi e generalizzati. Però pretendiamo che siano gli altri a farli. I responsabili della cosa pubblica non sempre dimostrano di saper guidare il momento che stiamo vivendo con la necessaria fermezza e lungimiranza, o danno la sensazione che i problemi siano più grandi di loro, anche se mossi da buona volontà. Non siamo i primi a vivere tempi difficili e a cercare la salvezza nel Vangelo di Gesù Cristo.

foto SIR/Marco Calvarese

Viviamo tempi drammatici, sotto tanti punti di vista: sociale, economico, politico ed ecclesiale; tanti problemi preoccupanti, tutti insieme e uno più grave dell’altro. L’economia appare sempre più fuori controllo, aumentano a dismisura i costi dell’energia elettrica e del gas. I lampi di guerra, invece di allontanarsi, minacciano scenari sempre più angoscianti. La natura presenta il conto di scelte dissennate compiute nel passato e nel presente ed esige cambiamenti urgenti, gravosi e generalizzati. Però pretendiamo che siano gli altri a farli. I responsabili della cosa pubblica non sempre dimostrano di saper guidare il momento che stiamo vivendo con la necessaria fermezza e lungimiranza, o danno la sensazione che i problemi siano più grandi di loro, anche se mossi da buona volontà. Non siamo i primi a vivere tempi difficili e a cercare la salvezza nel Vangelo di Gesù Cristo.
Anche nella Chiesa prevalgono le paure e le fughe.
Ricordiamo la visita di Gesù a Betania da Marta e Maria. Il primo atteggiamento è quello di Maria, seduta ai piedi di Gesù: è seduta e ascolta. Abbiamo ricordato, domenica 25 settembre, la vicenda umana e cristiana di Sant’Antonio di Padova, che a Forlì iniziò la sua opera di predicazione e rincuorò e risollevò i forlivesi del suo tempo. Non aveva altre risorse che proporre il Vangelo di Gesù. Siamo nella settimana di San Francesco d’Assisi, il rifondatore del cristianesimo del secondo millennio, il santo che ispirò Sant’Antonio. Abbiamo ricordato, domenica scorsa, don Arturo Femicelli, il primo parroco di Santa Caterina. In questa settimana ricorderemo Annalena Tonelli nel 19esimo anniversario della sua morte: “Partii decisa a ‘gridare il Vangelo con la mia vita’ sulla scia di Charles de Foucauld, che aveva infiammato la mia esistenza”. Trovò la morte a Borama, in Somalia, avendo come compagnia i poveri e Gesù eucaristia, che portava sempre con sé. Nel nostro programma pastorale quest’anno inizieremo con la condivisione della gioia di chi, nel passato, ha già preso sul serio l’invito di Gesù a ricordarsi che “di una cosa sola c’è bisogno”. E poi ci metteremo in ascolto. Questo è il tempo di chi sa ascoltare, di coloro che si fidano di Gesù, che hanno una visione profonda e vera della vita e che sanno guardare lontano, anche oltre le minacce dei prepotenti. È il tempo di coloro che sanno alzarsi e prendere la croce come Gesù e custodiscono l’umano che è in loro. È, soprattutto, il tempo di coloro che sanno ascoltare. Forse non saremo in tanti. Ma ascolteremo tutti e parleremo insieme. Ma, di una cosa sola c’è bisogno…

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