Semestre bianco, prova di serietà per i partiti

Martedì 3 agosto inizia il semestre bianco, ovvero gli ultimi sei mesi della presidenza della Repubblica di Sergio Mattarella (80 anni il 23 luglio scorso), durante i quali, come prevede la Costituzione, l’Inquilino del Colle vedrà venire meno una delle sue prerogative principali: la possibilità di scioglimento anticipato delle Camere, o di una di esse. Anche per questa ragione, quello che si apre è un periodo politicamente molto delicato che richiederà equilibrio e lungimiranza da parte dei vari attori politici, che dovranno agire contemporaneamente su più tavoli.

(Foto ANSA/SIR)

Martedì 3 agosto inizia il semestre bianco, ovvero gli ultimi sei mesi della presidenza della Repubblica di Sergio Mattarella (80 anni il 23 luglio scorso), durante i quali, come prevede la Costituzione, l’Inquilino del Colle vedrà venire meno una delle sue prerogative principali: la possibilità di scioglimento anticipato delle Camere, o di una di esse. Anche per questa ragione, quello che si apre è un periodo politicamente molto delicato che richiederà equilibrio e lungimiranza da parte dei vari attori politici, che dovranno agire contemporaneamente su più tavoli.
Uno di questi è sicuramente quello della pandemia tra green pass, vaccinazioni, contagi che possono aumentare, scuole che devono ripartire in presenza. La gestione della crisi sanitaria è il primo compito che ha avuto il governo Draghi. In questi giorni abbiamo visto nella Maggioranza posizioni divergenti. A seconda di come andrà la campagna vaccinale si avranno anche inevitabili ricadute sull’esecutivo.
In autunno ci saranno le elezioni amministrative in più di 1.300 comuni tra i quali capoluoghi molto importanti come Roma, Milano, Napoli, Bologna, Trieste, Torino. E’ facile prevedere che l’esito potrà amplificare le tensioni all’interno delle singole forze politiche e della stessa Maggioranza.
Il Parlamento sta poi discutendo provvedimenti complessi e importanti quali il Ddl Zan, la riforma della giustizia, la stessa gestione della pandemia. In tale quadro articolato non occorre essere dei maghi per immaginare che ci possa essere più di qualcuno interessato a fare qualche sgambetto all’esecutivo Draghi, anche solo per piccoli calcoli tattici di bottega e comunque in vista delle elezioni politiche che al massimo si terranno entro l’inizio del 2023.
C’è poi un’altra partita di grande significato. In questi sei mesi si andranno definendo le ipotesi per la successione a Sergio Mattarella al Quirinale. E’ una partita molto delicata perché ha una grandissima rilevanza, per i futuri assetti politici nel Paese. Da più parti si auspica un prolungamento dell’attuale settennato, così da dare all’ex governatore della Bce la possibilità di concludere il suo compito alla guida del Governo alla scadenza naturale della legislatura (marzo 2023) e quindi essere eletto al Colle come successore dell’attuale Presidente. L’ostacolo maggiore a questa ipotesi è lo stesso Mattarella che ha più volte e decisamente declinato l’invito a prolungare la sua permanenza al Quirinale. Se tale ipotesi non sarà percorribile, si apriranno nuovi giochi che metteranno alla prova la consistenza delle coalizioni (Centrodestra) e delle possibili alleanze (tra Pd e il Movimento 5 Stelle). In tutto questo un elemento di sicurezza è rappresentato dallo stesso Mattarella. C’è da star sicuri, infatti, che pur senza la possibilità di sciogliere le Camere, il Presidente continuerà a esercitare tutte le sue prerogative, con sobrietà, decisione e autorevolezza come avvenuto in questi anni.
C’è da sperare che, al di là delle tensioni e degli scontri politici anche aspri che ci potranno essere, la classe politica faccia tesoro dell’esempio che questo servitore dello Stato ha più volte fornito al Paese senza presunzione ma con altrettanta lucidità e coerenza, riuscendo a diventare riferimento apprezzato da moltissimi italiani al di là degli schieramenti. Il suo riferimento fondamentale e imprescindibile alla Costituzione, il rispetto massimo per la laicità dello Stato (lui cattolico democratico che non ha mai nascosto ma neanche ostentato la sua fede), la sua concreta vicinanza alla vita degli italiani rappresentano un patrimonio di cui essere grati e che sarà prezioso anche per i mesi a venire.

(*) direttore “la Voce dei Berici” (Vicenza)

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