Occorre severità e chiarezza da parte del Governo

Assistiamo al rallentamento della campagna vaccinale, proprio quando il pericolo del contagio si fa più subdolo e rischiamo una fase estiva preoccupante. Sono scesi ai minimi i ricoveri in terapia intensiva e nelle strutture ordinarie ospedaliere, ma da una settimana c’è un progressivo, piccolo aumento. Ad agosto potremmo avere 30.000 nuovi contagi al giorno.

foto SIR/Marco Calvarese

Assistiamo al rallentamento della campagna vaccinale, proprio quando il pericolo del contagio si fa più subdolo e rischiamo una fase estiva preoccupante.
Sono scesi ai minimi i ricoveri in terapia intensiva e nelle strutture ordinarie ospedaliere, ma da una settimana c’è un progressivo, piccolo aumento. Ad agosto potremmo avere 30.000 nuovi contagi al giorno.
I vaccini, di molte marche, sono a disposizione in milioni di dosi, le strutture organizzative in migliaia di centri pronte per oltre 500 mila vaccinazioni al giorno. Ma c’è un preoccupante rallentamento.
Il fatto è che dopo aver vaccinato la maggior parte della popolazione, è rimasto lo zoccolo duro dei fanatici no vax, sia ignoranti che ascoltano le farneticazioni dei “guru” su Google, sia fondamentalisti religiosi (anche cattolici) che seguono i santoni che promettono la salvezza con preghiere e acqua benedetta, sia negazionisti di ogni scienza che si affidano a pozioni “naturali” imparate sui social, sia scettici che vedono nella pandemia l’azione del demonio o dei complottisti di un oscuro ordine mondiale di cui loro hanno avuto l’arcana rivelazione.
Oltre 200 mila tra insegnanti e personale scolastico (su un totale di 1.250.000) sono neghittosi; e anche una discreta parte di medici e personale sanitario: in mezzo migliaio hanno contestato al TAR l’obbligo di vaccinazione.
Mi spiegava un avvocato, che per il suo lavoro conosce i segreti dei delinquenti: tra i riottosi c’è un certo numero che si è vaccinato di sfroso, all’italiana, quando c’erano precedenze da rispettare. E come? “Avevamo 50 dosi, dieci erano scadute o le avevamo divise male…”. E invece si erano vaccinati di nascosto e adesso non sanno come dirlo. E forse anche qualche politico…
Poi c’è una piccola parte (forse il 2 o 3%) che ha criticità che rendono sconsigliata la vaccinazione. Certamente non debbono farla.
Ma si ben chiaro: chi non è vaccinato mette a rischio la propria salute (e sono affari suoi) ma soprattutto quella degli altri. E che sia un medico, una infermiera, un’operatrice OSS di una casa di Riposo, un insegnante di scuola elementare o superiore, un sacerdote, un esercente commerciale, una badante e via dicendo, non possono, non devono, non possono essere tollerati nella loro pericolosità.
Come giustamente fa la Francia, ci siano poi le più opportune limitazioni di spostamenti e partecipazione a eventi, feste, riunioni ecc. per chi non ha il documento di effettuata vaccinazione.
Dopo la vittoria del calcio, a Roma e in tante piazze d’Italia ci sono state esplosioni di gioia e pericolosi assembramenti. Tra due settimane vedremo i risultati della sconfitta della salute.
Attualmente i ricoveri ospedalieri per il Covid-19 riguardano per il 95% persone non vaccinate. È un dato spaventoso.
È ora che lo Stato (a livello di Governo e non di Regioni), senza se e senza ma, sia chiaro ed esplicito e tolga le scuse dei riottosi. “No Martini, no party”… ebbene, “no vaccino, no lavoro”.
Il prof. Carlo Cottarelli propone una considerazione che spero sia messa in pratica.
Il nostro Servizio Sanitario Nazionale, tra i migliori del mondo e lodato anche dal Papa, dà l’assistenza gratuita a tutti quelli che sono nel nostro Paese, anche se fossero immigrati irregolari.
Però bisogna accettare le regole.
E se uno non le accetta, e in una guerra mondiale per la salvezza, non ci sta, certamente sarà ugualmente curato negli ospedali, ma a sue spese. E il costo attuale, per un giorno in reparto Covid-19 è di 1.250 euro, che raddoppia a 2.500 per la terapia intensiva. Al giorno, naturalmente.
In una chiesa, il sacerdote ha spiegato che non sono graditi fedeli non vaccinati perché metterebbero a rischio tutti quelli che seguono scrupolosamente le norme.
Anche questo fa riflettere.

(*) direttore “La Vita Casalese” (Casale Monferrato)

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