Migranti, prova del nove per Draghi

Eravamo così presi dal Covid che (quasi) ci siamo dimenticati dei migranti. Per mesi non se ne è più parlato. Quello che era stato il cavallo di battaglia di Matteo Salvini ai tempi dell'esecutivo gialloverde era scomparso dai radar politici. E’ bastato che le temperature salissero ed ecco nuove imbarcazioni con centinaia di disperati sbarcare a Lampedusa. E così all’inizio di questa settimana si contavano 1.500 migranti e altri 500 in arrivo.

(Foto ANSA/SIR)

Eravamo così presi dal Covid che (quasi) ci siamo dimenticati dei migranti. Per mesi non se ne è più parlato. Quello che era stato il cavallo di battaglia di Matteo Salvini ai tempi dell’esecutivo gialloverde era scomparso dai radar politici.
E’ bastato che le temperature salissero ed ecco nuove imbarcazioni con centinaia di disperati sbarcare a Lampedusa. E così all’inizio di questa settimana si contavano 1.500 migranti e altri 500 in arrivo.
L’hotspot di Lampedusa è già al collasso. Dal Mediterraneo arrivano in questi giorni molte richieste di aiuto che cadono nel vuoto.
Bastano queste poche informazioni per farci capire qual è la vera emergenza nell’emergenza con cui deve fare i conti il governo Draghi e sulla quale l’Italia e soprattutto l’Europa si gioca la propria credibilità il proprio futuro.
Di fronte al rischio di nuove tragedie nel Mediterraneo il soccorso è d’obbligo. Su questo non ci dovrebbero essere dubbi. Non possono esistere riedizioni di porti chiusi o di blocchi navali.
Premesso questo deve, per˜, essere altrettanto chiaro che il nostro Paese non può farsi carico dell’arrivo di migliaia di clandestini. L’accoglienza è e deve essere una questione europea. Questa è la prima vera prova cui è sottoposto il premier Draghi. In fin dei conti sul Recovery plan o sulla pandemia ha messo i partiti con le spalle al muro. Qui invece la partita è tutta da giocare. Draghi dovrà mettere in campo tutta la sua credibilità e la sua forza per ottenere un nuovo patto per l’asilo e l’immigrazione con il relativo meccanismo di ricollocamento. Questo tema è già stato annunciato per fine maggio nel Consiglio Ue. Solo questo risultato consentirà che la questione migratoria non diventi deflagrante per l’esecutivo. Se qualcuno aveva qualche dubbio Salvini e Letta hanno già messo sul tavolo le loro opposte posizioni. L’Europa, da parte sua, ha la storica occasione (già tristemente mancata più volte nel recente passato) di mostrare che nella propria anima la tonalità solidale è ancora presente e significativa e che l’umanità è un valore imprescindibile della propria identità.
й evidente che il problema nella sua complessità e gravità richiede un ripensamento delle politiche europee nei confronti della Libia (da dove stanno arrivando la gran parte dei migranti di questi giorni) e dell’Africa più in generale, ma Џ una partita lunga e non semplice che deve tener conto di diverse variabili non tutte in mano agli europei. Nel frattempo, dunque, è decisivo che il problema non sia scaricato (come è avvenuto nel recente passato) sui porti di sbarco (quelli italiani in primis).
La ripresa delle partenze dalla Libia sta confermando quanto la situazione in Africa sia esplosiva, con il Covid ad aggravare il quadro complessivo e il governo libico incapace di controllare la situazione. E intanto ai migranti che arrivano (moltissimi dei quali ragazzi e bambini in viaggio da soli) occorre innanzitutto garantire il tampone e l’isolamento in una nave quarantena.
Vedremo quale sintesi politica Mario Draghi saprà esprimere per far convergere tutta la sua maggioranza. L’ipotesi che si fa strada Џ di pagare, come Ue, i libici perché blocchino le partenze. Un po’ come stiamo facendo con la Turchia. Una soluzione che potrebbe forse avere un senso nel breve periodo, ma che lascia intatti gli enormi dubbi sul versante umanitario, visto che la Turchia e la Libia non sono esattamente due organizzazioni caritative.
L’Europa e l’Italia di Draghi alla fine pagheranno e si gireranno dall’altra parte?
È un passaggio questo che segnerà il nostro prossimo futuro.

(*) direttore “La Voce dei Berici” (Vicenza)

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