Crisi

La crisi Covid è all’origine di tante odierne crisi: la crisi economica, la crisi educativa, la crisi sociale, la crisi culturale... e adesso anche la crisi del Governo. Questa proprio non ci voleva! Non era una conseguenza obbligata, anzi non doveva proprio succedere per contrastare tutte le altre crisi. E invece è successo!

(Foto ANSA/SIR)

La crisi Covid è all’origine di tante odierne crisi: la crisi economica, la crisi educativa, la crisi sociale, la crisi culturale… e adesso anche la crisi del Governo. Questa proprio non ci voleva! Non era una conseguenza obbligata, anzi non doveva proprio succedere per contrastare tutte le altre crisi. E invece è successo!
Renzi ha rotto con la maggioranza, facendo dimettere le sue due ministre e un sottosegretario. Quale il suo intento? E chi lo sa?
Il presidente Mattarella ha dato a Conte la chance di un weekend di riflessione e di riorganizzazione per andare alla conta oggi, lunedì 18 gennaio alla Camera e martedì 19 in Senato. Se avrà la maggioranza, avanti! Ma che maggioranza? Risicata? Instabile? Raccogliticcia: Mattarella ha già detto che non la vuole. Ha ragione: se sta in piedi oggi, cadrà domani. Ed ecco che Conte è alla ricerca di un gruppo di parlamentari che lo appoggino: li chiama “responsabili”. Potrebbero diventare nel prossimo futuro un suo partito; ne circola già anche il nome: Insieme. A questo punto potrebbe essere una maggioranza più sicura. Ma se tutto questo non avverrà, si prevede già un Governo di transizione ed elezioni… si dice a giugno!
Potrebbe dunque anche succedere che la vicenda Renzi si risolva come la vicenda Salvini. Quest’ultimo era certo di portare il Paese alle elezioni (in tempi molto diversi dagli odierni), ma imprevedibili ricomposizioni tra partiti che si erano giurati di non allearsi mai (Cinque Stelle e Pd) ha fatto saltare il banco. E cosa potrà succedere dopodomani in questa vicenda Renzi? Ormai siamo abituati ad aspettarci il tutto e il contrario di tutto. E questo tutto potrebbe andare avanti come prima e Renzi restare spiazzato!
C’è una diversità comunque tra la vicenda di Salvini e quella di Renzi. Il primo aveva alle spalle un partito fortissimo, il primo nel Paese: pensava di rafforzarlo e di prendere saldamente in mano il Governo. Renzi ha invece alle spalle un gruppo di elettori molto risicato. Il suo è il classico caso in cui chi gestisce pochi voti può mettere in scacco il Paese. E si ripropone ancora la questione della legge elettorale e delle soglie d’ingresso in Parlamento. Torniamo insomma ancora all’origine, a questioni che discutiamo da decenni, senza arrivare a una soluzione.
E allora adesso dove andrà Renzi? Non posso capirlo, ma ho un piccolo sospetto!

(*) direttore “Il Nuovo Torrazzo” (Crema)

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