Con l’aiuto di tutti

Le tante notizie che si susseguono e che cerchiamo tutti, spesso avidamente, nella comune speranza che l’epidemia ci dia un po’ di tregua; i decreti governativi e le ordinanze regionali e comunali che si accavallano, a volte precedendosi a volte anche contraddicendosi; i comportamenti non sempre consoni alle norme; ma soprattutto, evidentemente, i numeri dei contagiati e dei morti che salgono ancora troppo non possono non creare un po’ in tutti, anche se in misura diversa, sentimenti di ansia che a volte si tramutano in vera e propria angoscia.

(Foto ANSA/SIR)

Le tante notizie che si susseguono e che cerchiamo tutti, spesso avidamente, nella comune speranza che l’epidemia ci dia un po’ di tregua; i decreti governativi e le ordinanze regionali e comunali che si accavallano, a volte precedendosi a volte anche contraddicendosi; i comportamenti non sempre consoni alle norme; ma soprattutto, evidentemente, i numeri dei contagiati e dei morti che salgono ancora troppo non possono non creare un po’ in tutti, anche se in misura diversa, sentimenti di ansia che a volte si tramutano in vera e propria angoscia. Comprensibili anche le critiche, che a volte
sorgono spontanee, altre volte troppo inten- zionali, sull’eccesso o sul difetto delle misure intraprese a vari livelli. Ma dovrebbe essere a tutti chiaro che – come si va ripetendo – sia- mo sulla stessa barca. Dunque tutti dobbia- mo preoccuparci perché non a ondi. Certo, abbiamo la convinzione e la fondata speranza che questa gravissima crisi sarà, prima o poi, superata; ma non sappiamo quando, né si sa con certezza con quali mezzi farvi fronte. Tuttavia, dobbiamo riconoscere che i gover- nanti, sia a Roma, sia nelle Regioni, stanno facendo del loro meglio in una situazione ine- dita e imponderabile come l’attuale. In parti- colare, per quanto riguarda la nostra Regione, va dato atto al governatore Luca Zaia di aver preso in mano n da subito la situazione, non solo monitorandola, ma cercando ogni strada e ogni collaborazione per far fronte all’emer- genza. Così si deve dire del governatore della
Lombardia, la regione più colpita e che piange più vittime. Ma anche il presidente del Consi- glio Giuseppe Conte, come ha ribadito nell’ul- tima conferenza stampa, ha sempre cercato ogni forma di collaborazione con sindacati e categorie e con la stessa opposizione, che, d’altra parte, pur criticando il necessario, sem- bra aver intrapreso la strada indicata dal presi- dente Mattarella. La serie continua di decreti viene spiegata dal premier con la necessità di adeguare progressivamente i provvedimenti e con la e ettiva di coltà nel determinare le attività da interdire e quelle da permettere per la vita della popolazione. Ci rendiamo conto che stiamo sperimentando un’emergenza che ci fa mettere da parte tutte le sciocchezze che giornalmente ci assorbivamo e riscoprire gli obiettivi comuni da perseguire: la salute come bene primario, ma anche la solidarietà vera, il preoccuparsi gli uni degli altri in quanto non
ci sono più distinzioni poiché tutti in pericolo allo stesso modo. Valori dimenticati tornano a guidare le nostre azioni (distanza tra noi per il nostro e per l’altrui bene, il rispetto nelle le, la condivisione nella speranza… la vo- lontà di far sorridere). Nelle tragedie si può ritrovare ciò che avevamo messo in un angolo e dimenticato. I troppi morti, la tristezza nel vedere le di bare partire senza neanche il sa- luto dei familiari, ci addolorano tutti: voglia- mo ricordarli in modo speciale questo vener- dì. Ma allo stesso tempo vogliamo rilanciare la speranza perché, con la volontà di tutti e con l’aiuto di Dio, ci rialzeremo.

(*) direttore “Nuova Scintilla” (Chioggia)

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