Cosa vedere in sala? Le novità dall’11 luglio

Accanto all’action fantasy “Spider-Man: Far From Home” di Jon Watts, da giovedì 11 luglio troviamo poi “Il Ritratto Negato”, film storico drammatico del regista polacco Andrzej Wajda, e “Domino”, thriller fracassone del veterano Brian De Palma

Più volte abbiamo indicato che l’estate è un momento poco favorevole per le novità cinematografiche. A risentirne sono soprattutto le proposte d’autore, mentre i blockbuster a stelle e strisce viaggiano spediti verso lauti botteghini. È sempre stato così ad esempio per “Spider-Man” (sin dalla versione di Sam Raimi con Tobey Maguire nel 2002) che proprio questo fine-settimana invade nuovamente i cinema nazionali. Accanto all’action fantasy “Spider-Man: Far From Home” di Jon Watts, da giovedì 11 luglio troviamo poi “Il Ritratto Negato”, film storico drammatico del regista polacco Andrzej Wajda, e “Domino”, thriller fracassone del veterano Brian De Palma. Ecco le principali novità al cinema nella rubrica del Sir e della Commissione nazionale valutazione film Cei.

“Spider-Man: Far From Home”

Cronologicamente viene dopo gli avvenimenti di “Avengers: Endgame” (2019). Parliamo di “Spider-Man: Far From Home” diretto Jon Watts, seconda avventura dello spin-off giovanile sull’eroe Marvel interpretato dal britannico Tom Holland, dopo il riuscito “Spider-Man: Homecoming” del 2017 (l’incasso globale è stato di $880.166.924). Nel film ritroviamo Peter Parker segnato dalla morte di alcuni amici del gruppo Avengers. Il ragazzo è intenzionato ad allentare la presa da responsabilità e doveri percepiti più grandi della sua età; Peter è un adolescente di appena 16 anni che vuole vivere la spensieratezza della gioventù ed esperienze elettrizzanti con i propri amici. Decide così di partire per una gita scolastica estiva in Europa, visitando Venezia, Berlino, Londra e Praga. Peter però non riesce a rimanere lontano dal costume di Spider-Man, dal compito di supereroe: lo tallona infatti l’agente segreto Nick Fury (Samuel L. Jackson), che lo vuole per una missione speciale con Mysterio (Jack Gyllenhaal). In ballo c’è sempre la sicurezza del Pianeta.
Due sono le direttrici tematiche del film. C’è un primo livello, più di superficie, dedicato alle azioni adrenaliniche e mirabolanti; azioni enfatizzate da suggestivi effetti speciali e riprese coinvolgenti. Il secondo livello narrativo, più in profondità, riguarda la riflessione sull’eroe, il dissidio continuo tra vita privata e obblighi, doveri, per il bene del prossimo; a questo si aggiunge la componente adolescenziale. E l’adolescenza è la chiave di tutto, perché il film è tarato proprio su quella fascia d’ età sia come approfondimento tematico sia come target stesso dell’opera. Nell’insieme “Spider-Man: Far From Home” possiede tensione narrativa, muovendosi su una sceneggiatura solida secondo lo schema dei colossi Marvel; troviamo anche riusciti inserti umoristici e gag comiche, taccando persino punte educational. Dal punto di vista pastorale, il film è consigliabile, semplice e adatto per adolescenti e famiglie.

“Il Ritratto Negato”

Ci ha lasciato nel 2016 all’età di 90 anni il regista polacco Andrzej Wajda; della sua lunga filmografia si ricordano “L’uomo di marmo” (1976), “L’uomo di ferro” (1981) e “Walesa. L’uomo della speranza” (2013). Esce ora in Italia la sua ultima fatica, “Il ritratto negato” del 2016, opera che racconta la storia vera del pittore polacco Władysław Strzemiński. L’artista raggiuge popolarità in Polonia alla fine del Secondo conflitto mondiale, ma entra subito in opposizione con il regime stalinista all’inizio degli anni ’50. Il film è dunque un potente atto di accusa nei confronti del regime sovietico che ha fatto pressioni e imposizioni sulla società e l’individuo del tempo. L’artista si è visto così negare ogni forma di libertà, espressiva e personale. Dal punto di vista stilistico, Wajda si conferma un autore di forte personalità, che riesce a offrire il meglio soprattutto quando parla della propria patria e si confronta con le pagine della Storia. Dal punto di vista pastorale, il film è complesso, problematico e per dibattiti.

“Domino”

Nikolaj Coster-Waldau è uno degli attori danesi di riferimento della regista Susanne Bier. Si è imposto anche a Hollywood, diventando uno dei protagonisti dell’acclamata serie HBO “Game of Thrones”. Ora esce nelle sale con “Domino”, il nuovo thriller del veterano Brian De Palma, regista statunitense classe 1940 che si è imposto nel genere thriller-poliziesco con alcuni capolavori come “Scarface” (1983), “Gli intoccabili” (1987) e “Mission: Impossible” (1996). In “Domino” il tema di fondo è la lotta al terrorismo globale. Il film non ha avuto però una facile gestazione, ma nell’insieme troviamo sempre una forte componente adrenalinica, con un binario di tensione collaudato e vigoroso. Di certo non è il miglior De Palma, ma comunque il film non è ignorare. Per appassionati.

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