Reddito di cittadinanza: presentate 800mila domande, soprattutto al Sud

La Campania (137.206) e la Sicilia (128.809) sommate insieme raccolgono da sole il 32% delle richieste. Seguono il Lazio (73.861), la Puglia (71.535) e la Lombardia (71.310). Se però si prende a riferimento il numero delle domande in rapporto alla popolazione, la percentuale più alta è quella della Calabria (2,91 con 56.871 domande), le regioni del Sud occupano le prime otto posizioni e la Lombardia (0,70) precipita verso la coda alla classifica, subito prima del Veneto (0,55) che registra un basso numero di domande anche in valori assoluti (27.248)

Al 7 aprile erano 806.878 – a fronte di un bacino stimato in circa 1,3 milioni di nuclei – le domande per il Reddito di cittadinanza (Rdc) caricate dall’Inps sull’apposita piattaforma. In attesa dei dati dell’Istituto di previdenza sulle richieste effettivamente accettate (dovrebbero arrivare a breve) le cifre fornite dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali consentono di tracciare una prima mappa della fase iniziale della nuova misura, a un mese dall’avvio dell’operazione.

Com’era nelle previsioni e contrariamente a quanto era emerso nei primi giorni, il maggior numero di domande è stato presentato nelle regioni meridionali.

La Campania (137.206) e la Sicilia (128.809) sommate insieme raccolgono da sole il 32% delle richieste. Seguono il Lazio (73.861), la Puglia (71.535) e la Lombardia (71.310). Se però si prende a riferimento il numero delle domande in rapporto alla popolazione, la percentuale più alta è quella della Calabria (2,91 con 56.871 domande), le regioni del Sud occupano le prime otto posizioni e la Lombardia (0,70) precipita verso la coda alla classifica, subito prima del Veneto (0,55) che registra un basso numero di domande anche in valori assoluti (27.248).

La mappa delle domande si completa con Piemonte (45.876), Sardegna (38.276), Toscana (35.653), Emilia Romagna (32.502), Abruzzo (19.110), Liguria (15.946), Marche (14,699), Friuli-Venezia Giulia (9.905), Basilicata (9.854), Umbria (9.200), Molise (5.221), Trentino-Alto Adige (2.765) e Valle d’Aosta (1.031). Se si valuta la percentuale di richieste sulla popolazione, dopo le regioni meridionali e con valori superiori all’1% compaiono il Lazio, il Piemonte, l’Umbria e la Liguria. I dati sulle città vedono nettamente in testa Napoli (78.803) e Roma (50.840). Bisogna però tener conto del più elevato numero di residenti. Il dato di Napoli, peraltro, è vistosamente inferiore a quello potenziale, dato che nella città il numero dei nuclei con Isee inferiore al limite richiesto per il Rdc è stimato in oltre 260 mila. E’ stata avanzata l’ipotesi che il timore dei controlli annunciati possa aver contenuto il numero delle domande nelle aree in cui è più diffuso il lavoro sommerso, ma allo stato non ci sono riscontri puntuali.

Passando dalla distribuzione territoriale all’età dei richiedenti, poco più del 61% (494.213 domande) è compreso nella fascia 45-67 anni, poco meno del 23% (182.100) nella fascia 25-40 e circa il 13% (105.699) tra gli ultra 67enni.

I minori di 25 anni sono poco più del 3%, ma occorre tenere in considerazione che le domande sono presentate per nuclei familiari  e quindi in molti casi i più giovani sono presenti al loro interno e non emergono in questa rilevazione. Quanto al sesso, a presentare le domande sono state in prevalenza le donne (54%).

Da notare, infine, che la stragrande maggioranza dei richiedenti (oltre il 72%, pari a 584.233 cittadini) ha scelto di inoltrare la domanda attraverso i Centri di assistenza fiscale che quindi si sono rivelati decisivi nella partenza del Rdc.

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