Cosa vedere nel fine settimana? “L’apparizione”, “A Star Is Born”, “Quasi nemici” e “Johnny English 3”

Entrati nel vivo della nuova stagione cinematografica, ogni settimana si affollano numerosi film in sala. Il Sir insieme alla Commissione nazionale valutazione film Cei propone settimanalmente quattro titoli di particolare rilevanza da suggerire agli spettatori, badando ad autori, tematiche e generi diversi

Entrati nel vivo della nuova stagione cinematografica, ogni settimana si affollano numerosi film in sala. Il Sir insieme alla Commissione nazionale valutazione film Cei propone settimanalmente quattro titoli di particolare rilevanza da suggerire agli spettatori, badando ad autori, tematiche e generi diversi. Iniziamo questo nuovo appuntamento con le novità da giovedì 11 ottobre: l’enigmatico dramma a sfondo religioso “L’apparizione”, il mélo musicale “A Star Is Born”, la commedia multiculturale “Quasi nemici” e la commedia in puro British humor “Johnny English 3”.

I dubbi della fede nell’enigmatico “L’apparizione”. Il pubblico italiano ha conosciuto il regista francese Xavier Giannoli con “Marguerite” (2015), ispirato alla vita della diva dalla voce sgraziata Florence Foster Jenkins. Ora torna nei cinema con l’inteso “L’apparizione”, un thriller drammatico di taglio psicologico-esistenziale sulla religione. Il film, presentato lo scorso giugno in anteprima agli SdC Days dell’Acec, affronta il tema delle apparizioni mariane, attraverso l’indagine dello scettico giornalista Jacques (bravissimo Vincent Lindon), chiamato dal Vaticano a studiare il caso della giovane novizia Anna in Francia, che afferma di aver visto la Madonna. Il film procede con tensione crescente, mettendo a fuoco con sguardo indagatore distaccato ma rispettoso il tema delle apparizioni, dei miracoli e le ricadute per la Chiesa, tra cui turismo e souvenir religiosi. Se da un lato ci troviamo dinanzi a uno sguardo cauto e dubbioso su luoghi e aspetti della fede, come nel film “Lourdes” (2009) di Jessica Hausner, dall’altro “L’apparizione” allarga il campo della riflessione al bisogno di accostarsi al credere senza sovrastrutture e marcati preconcetti. Il regista consegna allo spettatore il messaggio che la fede non può essere ridotta a una mera confutazione di ipotesi e prove, altrimenti si perderebbe il senso stesso dell’affidarsi. Il guadagno del film risiede proprio nella possibilità che si accende nel cuore di uomo irrigidito dalla vita. Dal punto di vista pastorale, il film è complesso, problematico e di certo adatto per dibattiti.

“A Star is Born”, un amore giocato tra successo e perdizione. Molta curiosità accompagna l’uscita in sala di “A Star is Born”, nuovo remake di un testo divenuto classico a Hollywood, che ha visto come interpreti Judy Garland (1954) e Barbra Streisand (1976). Questa ulteriore versione sul tracciato di “È nata una stella” segna l’esordio alla regia di Bradley Cooper e il primo ruolo da protagonista della cantante Lady Gaga. La storia fotografa il sogno americano e le sue derive: il cantante country-rock Jackson, dopo momenti di grande successo è preda della dipendenza dall’alcool. L’incontro con la cameriera Ally, dalla una voce magnetica, lo segna professionalmente e a livello sentimentale. La forza di “A Star is Born” risiede nelle performance dei due artisti, che recitano e cantano con intensità e convinzione, mostrando un affiatamento bello e riuscito. Un film in perfetto stile mélo, attualizzato nella componente musicale fresca e trascinante. “A Star is Born” marca anche in maniera problematica lo scotto da pagare per un successo dirompente, al quale l’artista non è mai del tutto preparato. Al di là di qualche passaggio narrativo da tenere in conto per il pubblico dei minori – l’abuso di alcolici e distruttive conseguenze –, nell’insieme il film è godibile, da valutare come complesso e problematico.

“Quasi nemici”, spazi di cultura argine dei pregiudizi. Firmato dal regista franco-israeliano Yvan Attal, “Quasi nemici” (“Le brio”), è una commedia brillante a sfondo multiculturale ambientata nella Francia di oggi. Il film propone lo scontro tra due generazioni, quella del professore universitario Mazard (Daniel Auteuil in ottima forma), dall’approccio severo e conservatore, e la giovane studente di legge Neïla (Camélia Jordana), di origini africane. Un equivoco verbale a sfondo razziale, li obbliga a trascorre del tempo insieme e ad avviare un percorso formativo che schiuderà una possibilità di cambiamento e dialogo autentico. Sempre più il genere della commedia ci viene in aiuto nell’affrontare temi spinosi e di grande attualità della nostra società. La storia è ambientata a Parigi, ma l’orizzonte è quello dell’Europa: un richiamo al bisogno di incontro e inclusione, superando barriere culturali e pregiudizi razziali. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, brillante e adatto per dibattiti.

Torna “Johnny English”, 007 si fa imbranato ed esilarante. Ultimo titolo, ma non meno interessante è la commedia ironica con virate grottesche “Johnny English colpisce ancora” di David Kerr, terzo episodio dedicato alla parodia del classico firmato da Ian Fleming, l’agente 007. Il popolare attore britannico Rowan Atkinson, indimenticato interprete della serie “Mr. Bean”, torna a vestire i panni dell’improbabile agente segreto al servizio della regina Elisabetta II, chiamato a sventare un pericolo di hackeraggio con metodi goffi e poco ortodossi. La mimica di Rowan Atkinson è indovinata e divertente e richiama con piacere il filone di comicità fisica “slapstick” reso celebre da Keaton, Chaplin, Tati e Sellers. Film consigliabile, semplice.

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