Festa del cinema di Roma: il premio del pubblico a “Borg McEnroe”. Un bilancio della 12a edizione

Si è conclusa domenica 5 novembre la kermesse romana che ha registrato oltre 50mila presenze e +13% di incassi. Premio del pubblico Bnl al film di Janus Metz.

È “Borg McEnroe” di Janus Metz il vincitore del Premio del pubblico Bnl alla 12a Festa del Cinema di Roma, che si è chiusa domenica 5 novembre. Il film sul celebre duello tennistico nell’estate del 1980 a Wimbledon, tra il campione in carica Bjön Borg (Sverrir Gudnason) e il giovane in ascesa John McEnroe (Shia LaBeouf), ha conquistato il pubblico di Roma, segnando così la conclusione dell’edizione 2017 della manifestazione capitolina. L’Agenzia Sir e la Commissione nazionale valutazione film della Cei hanno seguito le proiezioni stampa per tutto il periodo della Festa del Cinema. Ecco di seguito un bilancio.

La Festa di Roma guarda a Hollywood (e New York)
Il direttore artistico Antonio Monda aveva introdotto la 12a edizione della Festa di Roma sottolineando respiro internazionale della manifestazione, con la presenza di film provenienti da 31 Paesi. Passando in rassegna le opere della Selezione ufficiale, è evidente un ruolo da protagonista dell’industria culturale statunitense. Molti titoli Usa hanno infatti conquistato l’attenzione generale, distinguendosi dal resto della programmazione. A cominciare dal film di apertura, “Hostiles” di Scott Cooper, con Christian Bale e Rosamund Pike, che riprende il genere western, alla John Ford, ma introducendo anche degli elementi di novità e attualizzazione. Un dramma che mette al centro temi stringenti come l’incontro con l’altro e la ricerca della fede.
Ancora, dagli Stati Uniti arrivano ritratti (a volte controversi) della società contemporanea. È il caso di “Stronger” di David Gordon Green, la parabola (vera) del giovane Jeff Bauman (Jake Gyllenhaal), che perde gli arti inferiori nell’attentato terroristico alla Maratona di Boston nel 2013; un caduta nella disperazione, ma anche una risalita grazie al tessuto degli affetti. C’è poi “I, Tonya” di Craig Gillespie, un’altra storia vera. Una commedia nera, feroce, che riporta sullo schermo il desiderio di arrivare alla celebrità della pattinatrice Tonya Harding (Margot Robbie), della sua problematica famiglia e dello scandalo che la vide coinvolta nell’aggressione a una collega per un posto alle Olimpiadi del 1994. Ad offrire, poi, un ritratto complesso e sfaccettato della società statunitense oggi è “Last flag flying” di Richard Linklater, dove tre amici veterani della guerra del Vietnam si ritrovano nel 2003 per accompagnare uno di loro al funerale del figlio militare, morto nella Seconda guerra del Golfo. Una pagina drammatica del Paese attraverso la vicenda di una famiglia e di un gruppo di amici. Non solo dolore, ma anche un umorismo irriverente che apre uno squarcio di speranza.
In ultimo, da non tralasciare il dramma sociale “Detroit” di Kathryn Bigelow e la commedia con derive mélo di Marc Webb, “The only living boy in New York”, che abbandona Spider-Man per una storia in stile Woody Allen.

Poca Italia, ma di qualità
Tre film hanno rappresentato la cinematografia italiana nella Selezione principale. Ha avuto il compito di chiudere la 12a Festa “The Place” di Paolo Genovese, tornato dopo il grande successo di “Perfetti sconosciuti”. È una commedia che sa più di dramma corale, che prende le mosse dalla serie televisiva americana “The booth at the end”, dove il tema portante è quello del libero arbitrio, di fronte al quale ciascuno è chiamato a fare delle scelte decisive. Genovese conferma la sua abilità nel racconto e nella regia.
Ancora, il film dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani, “Una questione privata”, che si si ispira al romanzo omonimo di Beppe Fenoglio. Un mélo (un po’ incerto) sullo sfondo della Seconda guerra mondiale. Terzo, l’outsider Andrea Mastrovito con “NYsferatu: Symphony of a Century”; un giovane artista bergamasco residente a New York, che ha concepito un film d’animazione omaggiando a quasi cento anni di distanza il “Nosferatu” (1922) di Friedrich W. Murnau. Un ritorno al passato con attualizzazioni alla guerra in Medio Oriente e alla condizioni dei migranti.

I numeri della Festa
La nota stampa ufficiale della Festa del Cinema di Roma sottolinea il successo della manifestazione anche sotto il profilo dei numeri: sono 39.243 i biglietti venduti, mentre gli accrediti sono 4.092, per un totale degli ingressi registrati pari a 50.293. Gli incassi in un anno sono cresciuti del 13% rispetto all’edizione 2016; e cresce anche la copertura mediatica, compresa la divisione social: Twitter +101% (per un totale di 31mila follower), Facebook +16% (61mila fan in totale), così come le visualizzazioni su YouTube +50% (150mila in totale).
Indubbiamente, tra i momenti di maggior richiamo troviamo gli “Incontri Ravvicinati”, sezione che vede artisti e personalità della cultura contemporanea in dialogo con il pubblico. Tra i volti 2017: David Lynch e Paolo Sorrentino, Nanni Moretti, Xavier Dolan e Fiorello.

Alice, continua la crescita
Sono altrettanto elevati i risultati della sezione autonoma e parallela della Festa di Roma, Alice nella Città, che nel 2017 ha festeggiato i suoi 15 anni di attività. 40mila presenze nel corso di questa edizione, con oltre 2mila studenti delle scuole in più rispetto al passato. Un programma educational che si rivolge ai minori, con proiezioni mirate e incontri con i divi del momento, da Orlando Bloom alla youtuber Sofia Viscardi. È stato presentato qui anche il film “Beyond the Sun” di Graciela Rodriguez Gilio e Charlie Mainard, una favola sociale che vede anche la presenza di papa Francesco.

(*) Commissione nazionale valutazione film Cei

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