Le feste dell’estate di “Avvenire”. Tarquinio: “Il quotidiano incontra i territori, le realtà vive che abitano l’Italia”

Si comincia in Basilicata, dal 26 al 30 giugno, con una serie di appuntamenti a Matera, che sarà la Capitale europea della cultura per il 2019. In piazza Duomo si terranno una serie di incontri e numerosi eventi, con l'apporto di importanti personalità del mondo politico, religioso, sociale e dell'imprenditoria

foto SIR/Marco Calvarese

“L’incontro tra il giornale e i territori, le nostre diocesi, le realtà vive che abitano l’Italia”. È questa la filosofia che guida le feste per l’estate del quotidiano Avvenire, nelle parole del direttore Marco Tarquinio. Si comincia in Basilicata, dal 26 al 30 giugno, con una serie di appuntamenti a Matera, che sarà la Capitale europea della cultura per il 2019. Il quotidiano terrà in piazza Duomo incontri e numerosi eventi, con l’apporto di importanti personalità del mondo politico, religioso, sociale e dell’imprenditoria.

Perché la scelta della città dei Sassi?
È la nostra prima volta in Basilicata, la seconda in assoluto al Sud. All’attenzione tradizionale di “Avvenire” al Mezzogiorno, si aggiunge la crescente attenzione del Mezzogiorno verso “Avvenire” per il tipo di informazione che proponiamo. Inoltre, la Basilicata ha cercato questo rapporto con il quotidiano. L’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Pino Caiazzo, ha saputo mettere a disposizione questa straordinaria tavolozza che è la città dei Sassi. E poi c’è stata una volontà comune dei vescovi della Regione, che ci hanno accolto con calore. Anche le realtà del territorio si sono aperte: cooperazione, imprenditoria, banche. Tanti ospiti di tante categorie per far dialogare la società.

Un luogo unico e una disponibilità speciale.

È un bel modo per far iniziare le feste dell’estate di “Avvenire”. E sono molto contento di questo sbarco al Sud.

Chiesa e mondo, sviluppo del Mezzogiorno, migrazioni nel Mediterraneo, famiglia, giovani e lavoro, Papa Francesco. Sono alcuni dei temi che verranno affrontati a Matera.
Sono le grandi questioni del presente, che sono dentro alla vita della gente. “Avvenire” ha uno sguardo sull’attualità diverso da quello dell’informazione dominante, su questi argomenti non evidenziamo soltanto gli aspetti problematici ma anche le esperienze positive di tante persone che non temono di accogliere i migranti, di creare lavoro, di risolvere i problemi insieme.

Il Sud sarà il protagonista del dibattito?
La grande questione del Mezzogiorno ruota attorno a due problemi, oltre all’educazione. Ma al Sud c’è anche una formazione d’eccellenza, nonostante quel che si dice.

Il tema principale è il lavoro, al quale si aggiunge la lotta alle mentalità mafiose.

Sono due punti fondamentali che affronteremo con tutta la chiarezza necessaria.

Sarà l’occasione per dialogare anche con i giovani?
Durante i giorni della festa, terremo le riunioni di redazione con i ragazzi delle scuole superiori di Matera. È previsto anche un concorso per gli studenti delle scuole e i vincitori andranno a Milano per alcuni giorni con l’obiettivo di capire come funziona la costruzione del quotidiano. Abbiamo un legame forte con le scuole.

Dopo Matera, tappa a Jesolo il 5 luglio…
È una festa nuova, dove non siamo mai stati. Sarà un incontro in preparazione al Sinodo dei giovani, dedicato alle nuove forme di comunicazione e ai percorsi di santità tra i ragazzi. In particolare, parleremo di un ragazzo morto di leucemia fulminante all’età di 15 anni. Si chiama Carlo Acutis, e si è concluso da pochi mesi il processo diocesano di beatificazione.

Poi “Bibione guarda all’Avvenire”.
Andrà avanti per tutta l’estate, ed è una delle iniziative più strutturate. Il cuore degli incontri sarà il 19 luglio, quando è in programma un incontro con il vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili, sulla solidarietà dell’Italia e della Chiesa per le zone colpite dal terremoto.

Quindi si passa alla tradizionale festa nel bellunese…
Il 19 e il 20 luglio ci confronteremo sul tema “La Bibbia e il lavoro dell’uomo”. Verrà presentato il libro di Luigino Bruni “La Sventura di un uomo giusto”, in dialogo con il filosofo Salvatore Natoli. Il 21, Bruni indosserà di nuovo la giacca di economista e incontrerà le realtà che operano nella diocesi.

Altri appuntamenti?
A Trento, nella splendida cornice della Val Di Fassa scelta dall’arcivescovo Lauro Tisi. L’Amoris laetitia sarà al centro di un esame approfondito con esperti, in calendario il 27 e 28 luglio. Poi ci sposteremo a Lerici, sulle sponde del Golfo della Spezia, per una delle feste più antiche con una storia ultra quarantennale. Tanti gli appuntamenti, tra i quali: un confronto con Bruni su economia e futuro dei movimenti fondati su carismi (31 luglio); un colloquio con l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, uomo di grande spiritualità ed esperienza internazionale (1 agosto); l’assegnazione del Premio Narducci a Susanna Tamaro, che verrà intervistata in piazza da Alessandro Zaccuri (2 agosto). Infine, dal 18 al 20 agosto torneremo a parlare di immigrazione a Ventimiglia. Un appuntamento fortemente voluto dal vescovo Antonio Suetta, in una città simbolo per le migrazioni. Chiuderemo con una tappa in Sicilia, dal 14 al 17 settembre, che ci introdurrà a “La Settimana della bellezza” prevista ad ottobre.

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