Il policentrismo irrompe nel calcio

A guardare oggi la classifica del campionato di calcio di Serie A (magnifica ossessione del maschio italiano medio), dalle parti di Firenze si stropicciano gli occhi, come ai tempi del miglior Batistuta. L’impresa di Milano (Inter battuta per 4 a 1, ma soprattutto dominata) ha proiettato i viola in vetta alla serie A. E dopo la coppia Fiorentina-Inter c’è il Torino che ha più del doppio dei punti dei cugini juventini, e poi il Sassuolo (unica squadra imbattuta) e vera rivelazione del campionato. E più giù Lazio, Roma, Chievo e Sampdoria.Prendendo in prestito un’immagine al professore Giuseppe De Rita, presidente del Censis, potremmo dire che questo campionato, salvo il ritorno oggettivamente complicato delle solite "grandi" (Juve e Milan innanzitutto), si può definire all’insegna del "policentrismo calcistico". Firenze e Torino (sponda granata), ma anche e soprattutto Sassuolo, sono un’altra Italia. Che forse vuole farsi sentire di più. Anche se, guai a dimenticarlo, dietro le fortune di queste tre squadre ci son fior di imprenditori: Della Valle, Cairo e Squinzi. Il gotha della nuova imprenditoria italiana che vuole vincere anche nello sport, come è già capitato agli Agnelli, ai Moratti e ai Berlusconi.Niente di nuovo dunque? Staremo a vedere come va a finire.Un solo rammarico: il calcio italiano che conta si ferma a Napoli. Più giù c’è solo il Palermo.Dunque, sarà pure policentrismo, ma sempre a trazione centro-settentrionale…

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