Il lavoro prima di tutto

All’Angelus del 2 agosto papa Francesco poneva il lavoro come uno dei pro- blemi principali della post- epidemia e della ripresa di settembre. Il lavoro, infatti, è lo strumento ideale per re-distribuire ricchezza, promuovendo insieme di- gnità del lavoratore e par- tecipazione alla vita della società. Molte previdenze sono state allestite per limitare i danni del covid.

All’Angelus del 2 agosto papa Francesco poneva il lavoro come uno dei pro- blemi principali della post- epidemia e della ripresa di settembre. Il lavoro, infatti, è lo strumento ideale per re-distribuire ricchezza, promuovendo insieme di- gnità del lavoratore e par- tecipazione alla vita della società. Molte previdenze sono state allestite per limitare i danni del covid. Sostenere e promuovere il lavoro signi ca anche sostenere le imprese. Non si dovrebbero, però, spre- care risorse in quelle che non si preparano al futuro. Occorrerà fare discerni- mento e incentivare inno- vazioni e ricerche. È eco- nomicamente inef ciente sussidiare quelle che non riescono a mettere in atto i cambiamenti strutturali necessari per affrontare le nuove situazioni e favorire un’economia sostenibile da tutti i lati, ambientale e sociale. Di queste inno- vazioni ha parlato Mario
Draghi a Rimini. La relazione di Draghi è citata, soprattutto, per il riferimento ai giovani. La vitalità di una società è stret- tamente connessa alle nuove generazioni. Dove preval- gono gli anziani si può perdere la spinta all’innovazione
e alla creatività; può mancare una visione del futuro. Le giovani generazioni possono avere una maggiore spin- ta al futuro se le loro speranze non sono represse da
una società che le obbliga ad un costante presentismo nichilista e senza prospettive. Il problema demogra co da noi apre a prospettive non buone. Anche altri spunti ha offerto Draghi: innanzitutto il riferimento all’Europa, che ha “attenuato alcune conseguenze più severe e più ingiuste della globalizzazione”. Le regole di base per l’Ue molto rigide (il patto di stabilità, la disciplina del mercato unico…) hanno permesso ai populisti di criticare “tutto l’ordine esistente”. Secondo Draghi, “questa incertezza (…) è caratteristica dei percorsi verso nuovi ordinamenti”, che noi intravvediamo. Con le sue misure contro gli effetti dell’epidemia, l’Unione europea ha già cambiato l’oriz- zonte di principi verso cui intende avviarsi; la solidarietà sta riprendendo il sopravvento sugli egoismi nazionali. Ha poi fatto riferimento al debito buono, destinato agli investimenti in strutture e “ ni produttivi”. Questo rende
il debito italiano “sostenibile”. Le innovazioni includono il telelavoro, sperimentato in questa situazione, che esige un’accelerazione tecnologica e una attenzione all’ambien- te. Tutto ciò richiede ai giovani “capacità di discernimento e di adattamento”: da qui la necessità di evolvere sempre più la loro formazione, per “gestire il cambiamento… con saggezza e indipendenza di giudizio”.

(*) direttore “Il Momento” (Forlì)

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