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Papa Francesco e la Polonia ricordano san Giovanni Paolo II nel centenario della nascita

"Il Papa polacco, nel corso dei suoi numerosi pellegrinaggi nel nostro Paese, ha visitato molte città e villaggi. In ogni diocesi quindi ci sarà un’occasione specifica per ricordare uno di questi viaggi e il relativo insegnamento": lo spiega al Sir mons. Artur Miziński, segretario generale della Conferenza episcopale polacca, in vista degli eventi che si terranno fra maggio e giugno del prossimo anno

“Invito tutti a partecipare il 17 maggio prossimo alla solenne liturgia eucaristica presieduta in Vaticano da Papa Francesco, celebrata in occasione del grande pellegrinaggio per il 100° anniversario della nascita di san Giovanni Paolo II”: lo ha annunciato mons. Stanisław Gadecki, presidente dell’episcopato polacco. Karol Wojtyla nacque infatti il 18 maggio 1920 a Wadowice. Mons. Gadecki ha anche chiarito di aver chiesto a Papa Francesco di celebrare la messa il 17 maggio, “poiché di domenica più persone potranno partecipare alla festa”. Mons. Artur Miziński, segretario generale dei vescovi polacchi, illustrando al Sir le celebrazioni del 100° anniversario della nascita di Giovanni Paolo II, ha anticipato che l’episcopato pubblicherà in quell’occasione un particolare Messaggio ai fedeli sottolineando l’attualità del magistero di Papa Wojtyla.

Mons. Miziński, è previsto un ciclo di catechesi che nei prossimi mesi ricorderanno il magistero di Giovanni Paolo II?
Il Papa polacco, nel corso dei suoi numerosi pellegrinaggi nel nostro Paese, ha visitato molte città e villaggi. In ogni diocesi quindi ci sarà un’occasione specifica per ricordare uno di questi viaggi e il relativo insegnamento: basti pensare alle visite a Varsavia o a Cracovia. Ci saranno anche delle catechesi sistematiche nelle scuole nonché nell’ambito di diversi gruppi parrocchiali.

Per la Chiesa in Polonia l’insegnamento di Giovanni Paolo II rimane sempre vivo.

Nessun’altro pontefice conosceva meglio la situazione della Chiesa polacca e nonostante la situazione oggi sia diversa, a cominciare dal sistema politico, l’uomo e i suoi problemi rimangono gli stessi. E il magistero di Giovanni Paolo II è proprio quello dei Vangeli. Per celebrare l’anniversario del Papa polacco non vogliamo erigere dei monumenti di pietra o di bronzo a lui dedicati, bensì il monumento vivo di una Chiesa basata sull’insegnamento di Gesù reso più vicino a noi da Giovanni Paolo II.

Qual è il programma ufficiale delle celebrazioni?
Le liturgie solenni verranno celebrate in tutta la Polonia il 17 e il 18 maggio, ma la plenaria dell’episcopato legata al centenario è prevista per il 14, 15 e 16 giugno. In quei giorni i vescovi si raduneranno a Kalwaria Zebrzydowska, il santuario vicino a Wadowice, luogo di frequenti pellegrinaggi del Santo Padre quando ancora era a Cracovia. La celebrazione liturgica, alla quale saranno invitati rappresentanti delle conferenze episcopali di tutta Europa e le massime autorità dello Stato, avrà luogo il 14 giugno presso il Centro Giovanni Paolo II a Cracovia. Il giorno successivo è prevista una celebrazione a Wadowice, il paese natio di Giovanni Paolo II. Il terzo giorno i vescovi, al termine della plenaria, si recheranno di nuovo a Kalwaria Zebrzydowska.

Giovanni Paolo II sottolineava l’importanza delle radici cristiane d’Europa. In Polonia quella particolare lezione sembra essere seguita con grande impegno…
Anche in Polonia cominciamo ad avere molti dei problemi che hanno attraversato l’Occidente dell’Europa, desideroso di recidere le sue radici cristiane. Questa è per noi una lezione negativa che dovrebbe indurci a trarre delle conclusioni. E penso che lo stiamo proprio facendo: non solo cerchiamo di preservare quei valori che andrebbero custoditi ma anche costruiamo sulle radici cristiane il nostro cristianesimo e la nostra fede. Ne sono l’esempio la persona umana intesa come primo riferimento, così come la consapevolezza del valore della vita umana, dal concepimento alla morte naturale. Contrariamente a molti altri Paesi europei, dove queste leggi non vanno di moda o non sono rispettate,

in Polonia sia la Costituzione che le altre normative vigenti difendono i valori cristiani

anche se non sempre in misura del tutto soddisfacente. Le leggi promuovono la dignità della persona umana, la famiglia basata sull’inscindibile legame tra un uomo e una donna congiunti attraverso il sacramento di matrimonio, la possibilità affinché le famiglie educhino i figli conformemente al sistema dei valori cristiani dei genitori. Con ciò non voglio dire che in Polonia siamo tradizionalisti, ma crediamo invece che i valori cristiani garantiscano il futuro della nostra cultura e della nostra civilizzazione. Che ci permettono di vivere una vita degna di essere vissuta da uomini. Questo ci è stato insegnato da Giovanni Paolo II, e queste sono le nostre priorità. E mentre affermiamo che in Europa ci debba essere un posto per la Polonia, ricordiamo anche che Giovanni Paolo II diceva pure che la Polonia ha in Europa una missione da realizzare. Tale missione consiste proprio nella difesa dell’identità cristiana non solo del nostro Paese ma di tutto il continente europeo.

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