Estate solidale a Loughborough: la parrocchia di saint Mary si mobilita per sfamare i bambini

Nel Regno Unito che marcia spedito verso il Brexit cresce il tasso di povertà. Sono numerosi i minori che, nel periodo delle vacanze, non hanno da mangiare. Una comunità cattolica nel cuore dell’isola si mobilita con il “Grub club”, mensa solidale realizzata con l’aiuto, a carattere ecumenico, di altre realtà del territorio. Volontari al lavoro per assicurare un pasto caldo ai “pupil premium children” e ai loro genitori

Volontari in azione nella parrocchia saint Mary di Loughborough. Il “Grub club” resterà aperto dal 16 luglio al 20 agosto. Nelle altre foto, alcune immagini della parrocchia e dei volontari

Affamati per tutta l’estate mentre i loro coetanei più ricchi frequentano campi multisport o vanno al parco con la mamma. Sopravvivono solo grazie a quella fetta di pane che i genitori, che hanno più fame di loro, si tolgono, letteralmente, di bocca. Sono i “pupil premium children”, gli scolari che hanno diritto al pasto caldo gratis mentre frequentano la scuola. Quando questa chiude rimangono denutriti. Capita nel Regno Unito, reduce da otto anni di tagli e di austerity, anche in una cittadina all’apparenza benestante come Loughborough, nel centro dell’Inghilterra.

Volontari e donazioni. Qui il tasso di povertà è del 32%, superiore alla media nazionale del 22%, e una delle strade più colpite si trova proprio dietro la chiesa cattolica di saint Mary, avviata dai padri rosminiani alla fine ottocento. È stato un gruppo di parrocchiani a pensare al “Grub club” – così si chiama nell’inglese colloquiale il cibo più buono –, pasti caldi che i volontari prepareranno per pranzo, ogni lunedì e giovedì, dal 16 luglio fino al 20 agosto. Per figli e genitori che non hanno da mangiare durante i mesi estivi. Venti persone sono già disponibili a cucinare, pulire e anche intrattenere i bambini con qualche gioco. Una donazione anonima di duemila sterline, quasi tremila euro, è arrivata subito e altre sono seguite.

Minoranza creativa. “La nostra parrocchia è la prima di Loughborough a intraprendere questa iniziativa, che si sta diffondendo in tutta la Gran Bretagna, dopo che una commissione parlamentare sulla fame ha denunciato, lo scorso anno, che moltissimi scolari non vengono sfamati da nessuno nei mesi estivi e sopravvivono grazie al cibo dei genitori”, spiega Catherine Brady, una delle organizzatrici. “Anche se noi cattolici siamo una minoranza, uno ogni dodici abitanti, in questo caso abbiamo trascinato gli altri, coinvolgendo anche la scuola gestita dalla Chiesa di Inghilterra”, gli anglicani, “e la statale Cobden primary school, oltre all’altra scuola cattolica di Sacred Heart e alla parrocchia ad essa collegata”.

Oltre i confini della chiesa. “Al primo incontro che abbiamo promosso, per pensare ai dettagli pratici del progetto e trovare i volontari oltre ai fondi, un’insegnante della nostra parrocchia quasi si è messa a piangere, raccontando come vede ogni mattina tanti bambini che non riescono a concentrarsi perché non hanno fatto colazione. Il suo senso di impotenza è il nostro. Noi appartenenti alle classi medie e non avremmo mai immaginato che, appena fuori la chiesa, ci fossero bambini in queste condizioni”, continua la Brady. “Una delle difficoltà più grandi è superare questa barriera di classe convincendo i genitori a vincere la vergogna e chiedere aiuto”. Per saint Mary questa iniziativa concreta è anche un modo per attirare nuove persone, un momento di grande intensità spirituale, oltre che di ecumenismo. Un terzo dei volontari non frequenta, di solito, la chiesa. “È lo spirito che ci guida, secondo le parole di Papa Francesco, che ha detto che sono i poveri i nostri grandi evangelizzatori. Con il Grub club noi superiamo i confini della chiesa e raggiungiamo la comunità alla quale apparteniamo”, spiega Catherine.

Banche del cibo. La parrocchia di saint Mary si è collegata alla chiesa evangelica di “Kings Church”, a Leicester, che ospita una simile iniziativa e anche all’organizzazione “Meet Lunch” che, in tutto il Regno Unito, cerca di sostituire i pasti caldi della scuola con altro cibo. Lo scorso anno quasi un terzo dei genitori britannici più poveri ha saltato almeno un pasto, per dar da mangiare ai propri figli, e l’uso delle “banche del cibo” è in continuo aumento. Il “Trussell Trust”, una delle charities più importanti in questo settore, ha notato che durante i mesi estivi ci sono ventimila utenti in più di tali banche.

Famiglie al limite. “Alle famiglie più povere arriviamo attraverso le scuole”, spiega Bernard Monaghan, un altro dei volontari del Grub club. “I presidi mi hanno aiutato a distribuire i moduli da compilare per avere diritto ai pasti ma accetteremo chiunque, anche chi si presenta all’ultimo momento. Daremo da mangiare sia ai genitori che ai figli. Il problema spesso sono le famiglie che si trovano al limite, dentro il complicato sistema di sussidi che è il welfare britannico”. Ovvero “sulla carta hanno sufficiente per vivere ma, in realtà, non ce la fanno”.

La sala parrocchiale. Il club viene ospitato dalla sala parrocchiale della chiesa di saint Mary, che è collegata con la cucina della scuola elementare, ma l’aspetto organizzativo è stato un impegno non da poco per i volontari che hanno dovuto fare un corso online per imparare a curare l’aspetto igienico del progetto e studiarsi tutti i cavilli della legge che è molto rigorosa quando si tratta di cibo. Per non parlare delle leggi che proteggono i minori e che richiedono che ogni volontario abbia un certificato che provi che non ha precedenti penali prima che si avvicini ai bambini.

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