Profughi sempre in primo piano

Ospiti illustri, migrazioni e caso Wolkswagen hanno animato la sessione plenaria a Strasburgo svoltasi dal 5 all'8 ottobre

Una sessione plenaria caratterizzata da ospiti illustri – Re Filippo di Spagna, il presidente francese Hollande, la cancelliera tedesca Merkel -, dai dibattiti su temi urgenti come profughi, crisi siriana e libica, dalle riflessioni attorno ai rapporti con la Turchia, da tutti giudicata inaffidabile sul piano dei diritti umani e della democrazia, eppure partner irrinunciabile proprio nella gestione delle migrazioni. L’Europarlamento si è riunito dal 5 all’8 ottobre, confermando il proprio ruolo “in crescita” all’interno delle dinamiche istituzionali comunitarie.

Crisi dei rifugiati. In emiciclo si è svolto il 6 ottobre un vivace dibattito fra deputati Consiglio e Commissione Ue sull’urgenza migratoria. Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, ha affermato: “Centinaia di migliaia di persone si dirigono verso l’Europa, perché sanno che la nostra comunità è la più aperta e tollerante di tutti”. È dunque “nostro dovere assistere i rifugiati, nonché proteggere le frontiere esterne dell’Unione”. In tal senso “la priorità oggi è il ripristino del controllo alle frontiere esterne, come condizione sine qua non di una politica migratoria efficace, umanitaria e sicura”. Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione, ha invece dichiarato: “Non possiamo solo concentrarci su noi stessi. Dobbiamo essere attenti alle questioni che ci riguardano nella periferia dell’Europa. La Turchia e l’Unione europea devono camminare insieme in questa direzione”. In effetti Ankara, che già accoglie oltre due milioni di profughi mediorientali in fuga da Isis e dal regime di Assad, appare – hanno sottolineato vari europarlamentari – come un ultimo “baluardo umanitario” per evitare “un’invasione di proporzioni epocali” di migranti nell’Ue. Vari interventi in aula hanno indicato ai governi degli Stati membri la necessità di una politica migratoria comunitaria, che intervenga nell’accoglienza (criterio di solidarietà), nel supporto ai Paesi Ue di frontiera e Mediterranei, senza rinunciare alle “ricollocazioni” e a una rinnovata cooperazione coi Paesi di origine e di transito dei flussi.

Wolkswagen sotto processo. Non meno vivace la discussione sul caso-Wolkswagen. L’aula ha discusso lo scandalo delle emissioni di scarico della casa tedesca, sulla base di un’interrogazione parlamentare. È stato dunque chiesto al commissario Elżbieta Bieńkowska di chiarire se la manipolazione dei test si sia verificata anche in Europa, oltre che negli Stati Uniti. Molti deputati hanno evidenziato che “lo scandalo in corso mette in pericolo l’attendibilità dell’intero settore dell’auto”. Di diverso parere altri deputati, che hanno invece difeso il settore, tra i più forti sul piano produttivo, commerciale e occupazionale. I gruppi politici prepareranno una risoluzione che sarà votata durante la sessione plenaria del 26-29 ottobre. Fra l’altro la cancelliera tedesca Angela Merkel, intervenendo a Strasburgo, ha risposto ad alcune critiche contro l’inquinamento delle auto avanzate dalla capogruppo dei Verdi, Rebecca Harms: “Non utilizziamo il caso della Volkswagen per maledire tutto il settore dell’auto”, ha dichiarato. “Metteremmo a rischio migliaia di posti di lavoro in tutta Europa”.

Il Re europeista. “Senza un’Europa forte e unita non ci potranno essere risposte efficaci ai problemi degli Stati membri”. È stato un discorso dai tratti decisamente europeisti quello rivolto il 7 ottobre all’Europarlamento dal Re Filippo di Spagna. Intervenuto in aula in occasione del 30° della firma dei trattati di adesione del suo Paese all’allora Cee, il sovrano ha affermato che l’Europa ha rappresentato un punto di approdo democratico e di libertà per la Spagna uscita dalla dittatura franchista. “Non è possibile concepire la Spagna senza l’Europa, né l’Europa senza la Spagna”, ha aggiunto Filippo, sottolineando i successi dell’integrazione comunitaria per pace, democrazia, diritti, benessere. Non ha poi trascurato di soffermarsi sulla crisi economica che ha colpito l’Europa. “Per superare la crisi” spagnola, ha affermato il relatore, “è stato decisivo il contributo delle istituzioni Ue”. Dopo due citazioni di Jean Monnet e di Jacques Delors, collegando le identità nazionali a quella europea, Re Filippo ha insistito sulla necessità di individuare “nuovi e alti obiettivi comuni per il futuro” dell’integrazione Ue, a partire dalla “legittimità democratica” delle istituzioni comuni, dando maggior peso ai cittadini e alla società civile. Infine un lungo riferimento al tema delle migrazioni, cui far fronte in spirito di collaborazione, nel quadro di una “ineludibile dimensione sociale” dell’Ue.

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