Se il web aiuta le vocazioni

Si chiama Twelve's la rete sociale creata dalla diocesi di Zamora per orientare adolescenti e giovani nella scelta di vita, laicale o religiosa

È stata presentata a Zamora, in Spagna, la rete sociale vocazionale Twelve’s. I suoi responsabili e tecnici, riuniti dal Segretariato di pastorale vocazionale della diocesi di Zamora, hanno spiegato i dettagli di questa iniziativa.

Al passo con i tempi. Sottolineando come i giovani e anche i meno giovani utilizzino sempre di più le reti sociali per contattare altre persone, il direttore del Segretariato diocesano della pastorale vocazione e rettore del Seminario maggiore e minore di Zamora, Florentino Pérez, ha parlato della “necessità di creare uno spazio propriamente cristiano nel quale si incrementi una cultura vocazionale offrendo un primo orientamento a quei giovani e adolescenti che stanno cercando di comprendere la volontà di Dio nella loro vita, senza però sostituirsi ai processi personali di accompagnamento vocazionale”. Twelve’s, ha chiarito Pérez, “vuole diventare uno strumento educativo per potenziare una visione della vita cristiana in chiave vocazionale, utilizzando un ambiente e un linguaggio abituale tra gli adolescenti e i giovani del XXI secolo, come lo sono le reti sociali”.

Creare ponti. “Twelve’s è una rete o una piattaforma sociale privata cattolica che vuole servire da aiuto per quegli adolescenti e giovani che s’interrogano sul progetto di Dio su di loro. Si vogliono aiutare gli alunni del Seminario e di altri differenti centri a progredire nei loro processi di maturazione cristiana”, ha sottolineato la psicologa Dalia Díez, impegnata nell’orientamento al Seminario minore. Nella nuova rete sociale, i navigatori possono trovare uno spazio dove scambiare informazioni e stabilire una comunicazione con altri utenti “con l’obiettivo di trovare un primo orientamento vocazionale cattolico”. Non si tratta “di bypassare i processi di discernimento vocazionale mediante un accompagnamento reale – ha sostenuto la psicologa -, ma di creare ponti, in sintonia con i piani di formazione vocazionale del Seminario o di ciascuna istituzione ecclesiale o collegio”. Nel processo di crescita personale, “una volta identificata con chiarezza la vocazione, l’utente potrà mettersi in contatto con l’istituzione ecclesiale (ordine o congregazione religiosa, istituti di vita religiosa, seminari diocesani, movimenti ecclesiali…) che gli interessa per esporre le proprie inquietudini vocazionali e, se viene ritenuto opportuno, iniziare un processo di maturazione vocazionale, con l’accompagnamento di quelle figure che hanno questa missione nella Chiesa”, ha spiegato Díez.

Come iscriversi. L’informatico José Miguel Cañete, sviluppatore di Twelve’s, ha affermato che “si è adottata una piattaforma flessibile, che possa crescere e avere un’evoluzione, come Facebook e le reti sociali, senza perdere di vista la sicurezza”. L’altra responsabile tecnica, Yerae Martín, ha posto in evidenza che “l’accesso a Twelve’s è proibito ai minori di 14 anni, che non abbiano l’autorizzazione dei genitori”. Inoltre, “per poter essere utente di Twelve’s è necessario che prima si sia ricevuto nella posta elettronica o sul cellulare un invito da un amico che è già utente. Oppure l’interessato stesso può richiedere di far parte di questa rete sociale sicura”.

Quattro modalità. Una volta che si è ricevuto l’invito, ogni persona può registrarsi su Twelve’s in quattro modi, a seconda del tipo di utente. Nel primo caso sono compresi gli “utenti convenzionali”, che sono “adolescenti e giovani a partire dai 14 anni che manifestano interesse per cercare nella loro vita il luogo che occupa Gesù Cristo e per comprendere la propria forma di vita cristiana: laicale, religiosa o sacerdotale”. Nel secondo caso ci sono gli “accompagnatori”, adulti che hanno dimostrato di “avere le qualità necessarie per realizzare un accompagnamento vocazionale a distanza”. Possono essere responsabili di pastorale nei collegi, maestri dei novizi, formatori di seminari. Nel terzo caso ci sono “testimoni”, cioè “giovani che hanno già scelto una forma di vita cristiana concreta e che cercano di condividere la loro esperienza con gli altri utenti per risolvere dubbi, orientare o ascoltare”. Infine, ci sono le “comunità”, le istituzioni ecclesiastiche che mediante questo profilo “cercano di offrire agli utenti le informazioni su se stesse che aiutino a conoscere la loro forma di vita, carisma, forme di contatto, in modo che gli utenti possano valutare se le loro inquietudini coincidono con le forme di vita presentate dalle comunità e, quindi, contattarle per iniziare un processo di accompagnamento reale e personale”.

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