Disabili, “campioni della vita”

Pubblicato un documento della Conferenza episcopale per la Giornata della vita che si celebra il 25 marzo, solennità dell'Annunciazione

“I disabili sono i campioni della vita per il loro coraggio, un esempio per tutti e una vera testimonianza della grandezza dell’esistenza”. Parte da questa considerazione il messaggio diffuso dai vescovi spagnoli per la Giornata per la vita, che nel Paese ricorre il 25 marzo, solennità dell’Annunciazione del Signore. “C’è molta vita in ogni vita” è il titolo del documento, a firma di monsignor Mario Iceta Gavicagogeascoa, vescovo di Bilbao e presidente della Sottocommissione per la vita e la famiglia della Conferenza episcopale spagnola (Cee). Il messaggio mira a ribadire l’importanza di tutelare i deboli e i disabili, che invece la società attuale tende a emarginare.

Dono prezioso sempre. “Dobbiamo riconoscere il dono prezioso della vita, indipendentemente da qualsiasi circostanza e condizione – si legge nel messaggio dei presuli -. Ogni vita umana è valida in quanto immagine di Dio”, perché “per Dio, ogni essere umano ha un valore eccezionale, unico e irripetibile. La nostra vita è un dono che scaturisce dall’amore di Dio che riserva a ogni essere umano, dal suo concepimento, un posto speciale nel suo cuore, chiamandolo alla comunione gioiosa con Lui. In tutta la vita, in quella appena concepita, nella debole o sofferente, possiamo riconoscere il sì che Dio ha pronunciato su di essa una volta per sempre. Qui si fonda il motivo per fare di questo sì il modo di porci nella giusta maniera verso ciascuno del nostro prossimo qualunque sia la condizione nella quale le persone si trovino a vivere”. I vescovi spagnoli sottolineano, inoltre, che l’uomo “non è un’isola, non è una realtà chiusa in se stessa, bensì un essere relazionale”, che “raggiunge la sua pienezza nella comunicazione e nel dialogo interpersonale, che genera comunione”. In contrasto con “l’individualismo della nostra società”, la Chiesa spagnola ribadisce, quindi, che “non si può raggiungere una vita piena se non con l’aiuto degli altri e con l’accettazione del dono degli altri che colma le nostre mancanze”.

“Persone grandi”. Quanto alle “persone che vengono al mondo con particolari necessità, vulnerabilità e disabilità”, la Conferenza episcopale spagnola ricorda che “oggi, purtroppo, c’è chi pensa che queste vite non valgano la pena o non meritino di essere vissute”. Ma “questo modo di pensare – notano i vescovi – dimostra l’incapacità di apprezzare il valore e la dignità di ogni esistenza umana e porta al disprezzo, anche se velato e sottile, della persona disabile e malata”. “Ma quale società si costruisce con il rifiuto dei più indifesi e bisognosi?”, si domandano i presuli spagnoli. E ancora: “Come si può qualificare un mondo che nega l’accoglienza e la protezione dei più deboli?”. Al contrario, i portatori di handicap sono “campioni della vita per il loro coraggio, rappresentano un esempio per tutti e offrono una testimonianza vera della grandezza dell’esistenza. Sono persone grandi, capaci di dare tutto, di arricchire gli altri e di accogliere tutti”. Non solo: anche le famiglie che hanno un disabile tra i propri componenti “imparano a guardare alla vita da un’altra prospettiva”. Spesso, infatti, famiglie così composte rivelano che questi “figli così detti ‘speciali’ sono fonte di felicità, di amore e di speranza ed aiutano a crescere in umanità”.

Compito di tutti. La Conferenza episcopale ribadisce che è compito di tutti difendere la vita, dal concepimento e fino alla morte naturale, “in una sinfonia di carità con la quale si può costruire un mondo veramente umano”. “L’impegno nel servizio alla vita è un obbligo per tutti”. Pertanto, “la responsabilità propriamente ecclesiale” non esclude “la partecipazione sociale e politica, nell’ottica della promozione del bene comune”. Per questo, la Chiesa spagnola afferma che le istituzioni, le famiglie, le associazioni civili devono “lavorare con coraggio, costanza e creatività per difendere e promuovere la vita in ogni sua fase, riformando e derogando le legislazioni ingiuste e promuovendo iniziative a tutela dell’esistenza, come fondamento di una società veramente umana”.

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